<< I Campioni Olimpici >> Alberto Braglia
 
 
Alberto Braglia
Alberto Braglia, indimenticabile campione Italiano degli inizi del 900 è vincitore di due medaglie d'oro e una argento ai giochi intermedi di Atene dove conferma tutta la sua classe e strappa applausi ad ogni esercizio sportivo. Solo la riduzione del programma della ginnastica a due sole competizioni (il completo individuale e quello a squadre), gli impedirà di mettere insieme un bottino maggiore, data la sua schiacciante superiorità in quasi tutte le discipline, anche se il meglio di sé (a detta di molti) riusciva ad esprimerlo nel volteggio a cavallo. Il suo fisico esprimeva la perfezione assoluta e la sua tenacia era così forte che poteva competere anche con atleti di stazza superiore. Era un ottimo marinaio e a La Spezia, al ritorno da Londra, gli vennero tributati tutti gli onori. Si mosse pure il re, che dopo averlo abbracciato gli regalò anch'egli una medaglia d'oro. Dicono che Vittorio Emanuele sorridesse compiaciuto davanti a quella figura esile, tanto come lui, capace però di soggiogare i giganti. Nome diverso ma stessa storia. Braglia vinse l'oro nel concorso generale della ginnastica. Movimenti da libellula, esecuzioni perfette. Si narra che avesse iniziato da solo, in una palestra di Modena, a praticare la ginnastica. Una inclinazione travolgente. Alcuni passaggi nei vari esercizi hanno portato per anni il suo nome. Iniziò un'epoca, la dominò da protagonista: vinse l'oro a Londra, lo bissò a Stoccolma. E pensare che a Modena non era arrivato oltre la terza elementare, faceva il garzone da un fornaio per guadagnare qualcosa. Fu amato, stimato, quasi mai battuto. Era troppo grande la sua classe. La ginnastica, però, non gli avrebbe mai garantito agiatezza per il resto della vita. Fu istruttore federale, caposquadra ai Giochi di Los Angeles del '32 nei quali gli azzurri, nella prova a squadre, sbaragliarono il campo. Fu l'ultimo acuto di una carriera straordinaria. Tornò alla Panaro, la storica società modenese, ma il suo sport non gli regalava più emozioni. Era iniziato il suo lento declino. Per sopravvivere fece l'acrobata nello show "Fortunello e Cirillino", poi il barista, poi il bidello presso una scuola di Modena. Morì nel '54, quasi in miseria, circostanza questa capitata a molti altri straordinari atleti... un fatto a cui in molti dovrebbero riflettere.