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Come Owens,
meglio di Owens. Nessun campione nella storia dell'atletica
ha mai vinto tanto come Carl
Lewis: 9 medaglie d'oro e una d'argento in tre edizioni
delle Olimpiadi, 8 medaglie d'oro e due d'argento ai campionati
del mondo (che ai tempi di Jesse Owens non c'erano). Carl
Lewis ha eguagliato un primato che si pensava ineguagliabile:
vincere quattro titoli olimpici nella stessa edizione dei
Giochi. Quale impresa è la più significativa?
Quella di Jesse a Berlino nel 1936 (dove però la concorrenza
non era quella di oggi) o quella di Carl a Los Angeles nel
1984 (dove mancavano per il boicottaggio i Paesi dell'Est,
ma i cui atleti non l'avrebbero impensierito?) impossibile
dirlo. Entrambi sono risultati entrati di diritto nella storia
dello sport. Ma il successo più straordinario di Carl
Lewis è quello di essere riuscito a restare ai vertici
dello sprint e del salto in lungo per 15 anni, passando attraverso
infortuni e sconfitte, con le sue sole forze, senza prendere
nessun tipo di sostanze proibite. Primo senza l'aiuto della
chimica. Primo nel cuore degli sportivi. Tra i tanti articoli
riguardanti Carl Lewis apparsi sulla Gazzetta dello Sport,
proponiamo un estratto di quello pubblicato il 15 gennaio
1993 a firma di Gianni Merlo: «...nel 1983 la prima
grande impresa: tre medaglie d'oro nell'edizione inaugurale
dei Mondiali a Helsinki, prova generale per le Olimpiadi di
Los Angeles. Pochi credevano che sarebbe riuscito a mantenere
la promessa di eguagliare Owens, ma Carl, dopo avere vinto
i 100 e nonostante un leggero infortunio patito nella finale
dominata del lungo, riuscì ugualmente a trionfare nei
200 e quindi a proiettare anche la staffetta 4x100 verso l'oro,
facendo poker. In quei giorni nella sua scia dello sprint
puro, fece capolino un atleta che avrebbe avuto un ruolo importante
nella carriera del fuoriclasse statunitense: Ben Johnson,
bronzo nei 100 metri. I loro duelli hanno infiammato tre anni
di storia dell'atletica moderna. Il balbuziente figlio di
Giamaica, naturalizzato canadese, gonfiato di forza innaturale,
a poco a poco ha incrinato la sicurezza di Carl, che ogni
volta gli ha urlato in faccia il suo disprezzo. Il pubblico
però aveva preso in simpatia Ben, perché non
gradiva l'arroganza effervescente di Lewis, reduce da esperienze
poco positive come cantante e attore. A Roma nel 1987 il primo
scontro da leggenda. Johnson infilzò Lewis, schizzando
come una pantera dai blocchi di partenza e costringendolo
a un'affannosa quanto inutile rincorsa: tempo finale 9"86,
nuovo primato mondiale. Subito dopo quella delusione, Carl
cominciò a insinuare con più insistenza che
il suo rivale era saturo di anabolizzanti. Non aveva prove
ma l'anti-doping gli ha dato ragione dopo la finale olimpica
di Seul: il giorno seguente alla vittoria l'analisi delle
urine precipitò Johnson nell'inferno della vergogna...»
HANNO DETTO DI LUI:
Calvin Smith, ex primatista mondiale dei 100 metri:
«A Lewis invidio le lunghe gambe da purosangue. Con
quelle due leve Carl può permettersi di tutto. E'
grandissimo, peccato sia capitato proprio nel mio periodo».
Larry Myricks, medaglia d'argento nel salto in
lungo ai mondiali del 1983: «Non si può
certo dire che Carl non sia grande. Non posso neanche nascondere
che mi sia sempre stato antipatico. Sì, Lewis è
un campione eccezionale, ma non può mai essere un
amico».
CURRICULUM:
Carl Lewis è nato a Birmingham (Alabama) il 1º
luglio 1961. Tra gli innumerevoli successi della sua non
ancora conclusa carriera ricordiamo i più importanti:
1983 Mondiali di Helsinki (oro nei 100 metri, nel salto
in lungo e nella staffetta 4x100); 1984 Olimpiadi di Los
Angeles (oro nei 100 e 200 metri, nel salto in lungo e nella
staffetta 4x100); 1987 Mondiali di Roma (oro nei 100 metri,
nel salto in lungo e nella staffetta 4x100); 1988 Olimpiadi
di Seul (oro nei 100 metri, nel salto in lungo e nella 4x100;
argento nei 200 metri); 1991 Mondiali di Tokyo (oro nei
100 metri e nella 4x100; argento nel salto in lungo); 1992
Olimpiadi di Barcellona (oro nel salto in lungo e nella
staffetta 4x100); 1993 Mondiali di Stoccarda (argento nei
200 metri). Ex primatista mondiale dei 100 metri con il
tempo di 9"86.

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