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Maurizio Damilano
Maurizio Damilano, coriaceo piemontese di Scarnafigi, approfitta solo di alcune squalifiche eccellenti (che peraltro fanno parte del gioco) per vincere con un netto vantaggio sul sovietico Pyotr Pochinchuk e conquistare il primo alloro di una carriera destinata a regalargli ancora due bronzi olimpici, oltre a due titoli mondiali e uno europeo. ARTICOLO: di Maurizio Damilano. Sono giunto alla mia quinta Olimpiade, la prima alla quale non partecipo da atleta. In assoluto non è una novità. Ho difatti ormai seguito da "ex" (ma può un atleta diventare un ex? Io personalmente non penso possa accadere di sentirsi "out" dentro) due mondiali ed un campionato europeo. Devo dire che questa Olimpiade mi ha sinora parecchio deluso se vista dall'interno. Le gare sono state sinora eccezionali. Come si conviene per un evento importante qual è l'Olimpiade. L'aspetto organizzativo veramente deludente. Non certo all'altezza di quella che era stata presentata come l'Olimpiade che introduceva il 2000, l'Olimpiade della tecnologia. Vivendo al villaggio mi sono reso conto che è mancato completamente l'aspetto dei servizi. Il villaggio stesso è di una dispersione impressionante. E' quindi comprensibile che in una realtà del genere godere di servizi efficenti diventa indispensabile. Vorrei qui lasciare una mia sensazione che magari potrà aprire una discussione: questa è stata per il comitato organizzatore una grande occasione di fare businnes. E' stato curato con estrema attenzione l'aspetto promozionale (difatti i campi di gara sono sempre stati molto affollati) così come quello delle sponsorizzazioni e della vendita dei diritti, quelli che avrebbero portato profitto certo, mentre si è estremamente sttovalutato l'aspetto dell'attenzione per le necessità degli atleti. Se questa deve diventare l'Olimpiade, mi domando, vale ancora la pena di enfatizzarla come il massimo momento di aggregazione, simbolo di pace e di unione?