<< I Campioni Olimpici >> Maurizio Stecca
 
 
Maurizio Stecca
Maurizio Stecca nasce il 9 marzo 1963 a Santarcangelo di Romagna, nell'entroterra riminese. Nasce davvero piccolo il giovanissimo Maurizio, tanto piccolo da poter stare in una scatola di scarpe. Trascorre buona parte della sua infanzia di fronte al mare, prima a Torre Pedrera poi a Rimini dove frequentava la scuola elementare e passava il suo tempo libero con gli amici al porto. "Non aveva paura di niente" raccontavano i suoi genitori, andava ovunque con sicurezza e spavalderia. Da adolescente mostrò la sua propensione per l'attività sportiva portando a casa molte vittorie. Poi, seguendo l'esempio del fratello Loris, arrivò la Boxe. Fra preoccupazioni, ma anche enormi soddisfazioni, mamma Bruna e papà Luciano sono sempre stati vicini ai due figli seguendo, a volte, direttamente le loro gesta in prima persona. Storica fu una serata del 1979 quando sia Maurizio che Loris, a Fano, conquistarono il titolo italiano nelle rispettive categorie. La presenza del fratello Loris, infatti, fu molto importante per la sua professione. Un altro incontro fondamentale avvenne con il Maestro Elio Ghelfi. L'allenatore che lo accolse nella palestra della Libertas di Rimini. Elio seguì Maurizio con attenzione, aiutandolo a costruire la sua carriera. Grazie al suo contributo il giovane migliorò tecnica e tattica, ma non solo... Elio rappresentò un secondo padre e la sua palestra una seconda casa, un grandissimo sostegno sportivo ma soprattutto umano. Maurizio passa dalla categoria Gallo alla categoria Pesi Piuma sotto le ali protettive ed esperte dell'allenatore. Seguendo le scelte del fratello Loris ingaggiò Umberto Bianchini 'Il Cardinale' come proprio manager. Il primo incontro fu contro il francese Aparicio a Milano, era il 1 dicembre del 1984. La vittoria arrivò al 2° round per ko tecnico. 25 giorni più tardi sfidò lo spagnolo Garcia, vincendo ai punti dopo sei riprese. All'età di 21 anni si presentò per Maurizio l'occasione più attesa da tutti coloro che fanno sport, ovvero i Giochi Olimpici. Un sogno che inseguiva fin da bambino, quando in televisione guardava i tornei internazionali. Questo è quello che pensò salendo la scaletta dell'areo che da Fiumicino l'avrebbe portato a New York per poi raggiungere Los Angeles, dove il villaggio olimpico lo stava aspettando. Un atmosfera irreale, un entusiasmo inatteso. Il primo incontro venne fissato per il 2 agosto alle ore 12:00. Come avversario il sorteggio gli aveva destinato l'irlandese Sutcliffe. Potè così iniziare, ufficialmente, l'avventura olimpica. Il 4 agosto l'avversario di turno fu lo zairese Zulu. Quattro giorni dopo fu l'ora dei quarti di finale dove anche il colombiano Pitalua venne sconfitto. Era il bronzo, un risultato eccezionale per un ragazzo alla sua prima olimpiade. In semifinale, prevista per il 10 agosto, era atteso lo scoglio più duro per la vittoria finale, ovvero il dominicano Pedro Nolasco, il grande favorito. Il sudamericano era infatti all'apice della sua forma e quello contro di lui fu il migliore degli incontri che Maurizio disputò alle Olimpiadi. Il match fu molto tecnico e combattuto. La vittoria ai punti fu però netta, 5 a 0. In finale, il 12 agosto, lo attendeva il messicano Lopez. Alle ore 12:00 Maurizio sali sul ring, davanti a lui l'avversario messicano, attorno un palazzo dello sport stracolmo e chiassoso, al fianco i suoi allenatori che lo tranquillizzavano. La battaglia fu intensa ma alla fine ecco il verdetto: "The winner is blue corner, 4 at 1. Maurizio Stecca from Italy"! Tra le tante ricevette anche le graditissime congratulazioni di Mohammed Alì e Marvin Hagler, il quale gli profetizzò una grande carriera. Nel 1985, divenuto professionista, si recò a Reno nel Nevada (Stati Uniti). Emozioni e insicurezza per una tale trasferta non compromisero il risultato anche se il combattimento non gli piacque. Per alcuni anni disputò molti incontri, ma non per il titolo. L'obiettivo del suo manager era quello di rafforzare e mantenere l'immagine e la fama del campione, cercando borse sempre più alte. Tutto questo ebbe la sua naturale conclusione nella disputa per il titolo mondiale WBO svolta il 28 gennaio del 1989. L'avversario di turno è una vecchia conoscenza, ovvero il dominicano Pedro Nolasco l'avversario sconfitto nelle semifinali olimpioniche di cinque anni prima. Anche in questa occasione Nolasco fu battuto. La vittoria arrivò per abbandono alla 6° facendogli conquistare il titolo mondiale WBO Categoria Piuma. Dopo una difesa del titolo vinta contro Angel Levy Mayor, arrivò la tragica giornata dell'11 novembre 1989, in casa propria, a Rimini, contro Luis Espinoza. Sul ring quel giorno non salì il solito Maurizio Stecca, fisicamente in forma, ma non pronto a livello mentale. Di quella sera ricorda: "Alla 7° ripresa Espinoza mi colpi con un gancio destro all'occhio sinistro; per ripararmi il viso mi scoprii il fianco, così lui poté infilare un montante, e colpirmi al rene. A quel punto avvertii un gran dolore e mi inginocchiai, per recuperare le forze. Nonostante il pugno all'occhio destro riuscivo a vedere, con il sinistro, che il mio avversario si caricava proprio grazie alla mia difficoltà. Sentivo l'arbitro che contava: velocemente ragionai sul da farsi e, in soli 8 secondi, decisi di lasciare perdere, se non volevo terminare con un ko. Fisicamente ero distrutto, Espinoza mi aveva colpito proprio bene. Alzai la mano e lentamente me ne andai all'angolo, mentre il palazzetto dello sport di Rimini pareva tremare sotto uno scrosio fragoroso di applausi. Il mio pubblico capiva e ancora una volta mi era vicino." Una sconfitta è già dura di per sè. Perdere un titolo mondiale davanti ai propri concittadini ancora di più. Una di quelle cose che avrebbe abbattuto un toro e dal quale sarebbe stato molto difficile ricominciare. Ma Maurizio non si perse d'animo e in breve riacquistò volontà e pensiero positivo. Gli allenamenti ripresero e così anche gli incontri. Il tragitto verso la riconquista del titolo era iniziato. Già nel 1991, a Sassari, l'occasione di battere Armando Reies e riappropiarsi del titolo WBO non fu buttata e Maurizio prese nuovamente per mano la cintura mondiale grazie ad un KO tecnico al 5° round. Maurizio detenne il titolo per oltre un anno. La perse a Londra nel maggio del 1992 per mano del locale Colin McMillan. Nel dicembre 1992 Maurizio vinse il Campionato Europeo contro il franco-algerino Fabrice Benichou, in Francia, a Clermondt Ferrandt. Dopo tre vittoriose difese del titolo questo gli fu sottratto a Bolougne Sur Mer dal francese Herve Jacob, il 28 marzo del 93 per intervento medico all'11° ripresa. Una sconfitta pesante, dipesa da fattori incontrollabili, che aveva lasciato una ferita aperta nell'animo di Stecca che il maggio successivo ottenne però la sua rivincita, infliggendo a Jacob un ko al 10° round. Ma nel settembre dello stesso anno, ancora per mano francese (Stefan Haccoun), e sempre per un intervento medico, gli venne sottratto nuovamente il titolo continentale. A 30 anni la carriera comincia a pesare sulle spalle di un atleta, ma non su quelle di Maurizio che dopo aver conquistato il titolo mondiale e quello continentale vuole mettere nel mirino la conquista dell'unico titolo che gli è rimasto ovvero il titolo Italiano. Puntando molto sulle sue qualità tecniche e sulla sua esperienza, il 22 marzo del 95 sul ring di San Benedetto del Tronto a spese del detentore Atos Menegola, Maurizio, con una vittoria ai punti al 12° round conquista il titolo tricolore nella categoria Super Piuma. Con quella stessa cintura nazionale Maurizio deciderà di concludere la sua fantastica carriera. Tra il 1984 e il 1995 Maurizio ha affrontato 53 incontri da professionista vincendo 49 e perdendone 4, conquistando il titolo Italiano, il titolo Europeo, il titolo mondiale WBO e l’oro ai Giochi Olimpici disputati a Los Angeles del 1984.