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Com'è lontana la favola di Nedo Nadi, quasi agli albori dello sport moderno. Eppure le
sue vittorie ancora palpitano, regalano forti emozioni: sei
medaglie d'oro che rimangono nella storia dei cinque cerchi
in una specialità, la scherma, che avrebbe regalato tante
altre soddisfazioni all'Italia. Se qualcuno si domanda chi
è il più grande schermidore di tutti i tempi, la risposta
non può che essere che Nedo Nadi, il più grande, il più allenato,
ma soprattutto lo schermidore per eccellenza. Un uomo che
ha fatto della scherma, una specialità olimpica molto seguita,
che è riuscito con la sua bravura a far sognare milioni di
persone, con la sua classe e destrezza nei movimenti ha trasformato
la scherma in una specie di danza senza uguali. Una danza
che si concludeva sempre, o quasi, in una vittoria applaudita
e meritata. Gareggia per la prima volta a diciannove anni,
alle olimpiadi del 1912, dove esordisce con la vittoria del
primo oro nella gara di fioretto. Allenato duramente e seguito
dal padre Beppe, burbero e rozzo brigadiere dei pompieri che,
implacabile, durante le lezioni trattava i figli con la stessa
durezza riservata agli altri allievi. Nedo vanta una preparazione
davvero eccellente sugli altri avversari, che nel 1920 ad
Anversa sono surclassati e vinti in ben cinque gare: fioretto
e sciabola individuali, fioretto, spada e sciabola a squadra.
Ottiene molto successo e diventa allenatore di scherma in
Argentina, e pochi anni dopo presidente federale nei giochi
di Berlino dove fa guadagnare alla bandiera italiana ben quattro
medaglie d'oro e due argenti. La sua grande forza non lo assiste
però, nella battaglia con la vita, e muore a soli 46 anni
stroncato da un ictus. Rimarrà in eterno nei cuori della gente
come il più grande schermidore di tutti i tempi. La sua leggenda
ce la racconta Aronne Anghileri, che di Nadi fece un ritratto
il 28 maggio 1993. (Max De Stefano). "...Nadi è stato
il più grande schermidore della storia. Ha cominciato da fanciullo
prodigio, ha vinto la sua prima Olimpiade a 19 anni, e otto
anni più tardi, vissuta da combattente la grande guerra, ha
conquistato cinque medaglie d'oro in una sola edizione dei
giochi combattendo indifferentemente nelle tre armi......
Ai gioghi di Anversa sarà lui stesso a formare la squadra,
una specie di capitano-giocatore, iscrivendo se stesso nelle
sei gare in programma. Cinque dei 18 azzurri sono livornesi,
ma le scelte sono azzeccate: l'Italia conquista l'oro nelle
tre gare a squadra, Nedo vince imbattuto il torneo di fioretto,
sfinito e febbricitante rinuncia alla spada per ritrovare
le forze, e si riprende tanto bene da dominare la finale di
sciabola davanti al fratello Aldo, con 33 stoccate date e
4 al passivo. Cinque medaglie d'oro: Nadi e Paavo Nurmi sono i più famosi atleti dell'Olimpiade...... Pare
sia stato il Duce a volerlo commissario tecnico degli azzurri
a Los Angeles '32, poi a farlo nominare presidente federale
nel '35: ai Gioghi di Berlino l'Italia vince quattro medaglie
d'oro e due argenti. E' l'ultimo trionfo di Nedo Nadi...".
(Aronne Anghileri).
HANNO DETTO DI LUI:
Rodolfo Terlizz, compagno d'arme di Nedo Nadi: "Nedo era uno schermidore immaginario, dotato
di una forza divina. Da allora ogni mio affondo, ogni lezione
erano rivolti sempre lui, nel sogno di divenire anch'io
un campione di simile fatta".
CURRICULUM:
Nedo Nadi conquistò a soli 12 anni la sua prima gara. Nel
1912 alle Olimpiadi di Stoccolma vinse l'oro individuale
nel fioretto. Nel 1920 ad Anversa vinse cinque ori: fioretto
e sciabola individuali, fioretto, spada e sciabola a squadra.
Nel 1930 ancora ad Anversa vinse il Mondiale di spada da
terreno.

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