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Nino Benvenuti
Nino Benvenuti per gli sportivi italiani, insieme a Primo Carnera, è "LA BOXE". E' stato il primo campione del mondo italiano dei pesi medi, la categoria più prestigiosa del pugilato accanto ai massimi. Benvenuti è stato un personaggio controverso, amato e odiato. La sua rivalità con Mazzinghi malinconico toscano, negli anni Sessanta divise l'Italia come ai tempi di Bartali e Coppi. Così si prepara la strada a una grande sfida. Benvenuti e Mazzinghi sono divisi da tutto: stile, mentalità, modo di vivere. Una rivalità totale. Mazzinghi è amato dagli sportivi più ruvidi e genuini. Benvenuti dagli esteti ma anche dalla massa e soprattutto dalle donne, forse anche perché è il primo pugile a comparire costantemente sui giornali pettegoli che gli affibbiano flirt a ogni piè sospinto. Il match va finalmente in scena nel posto più inadatto alla boxe, ma perfetto per rendere la grandezza dell'avvenimento: lo stadio di San Siro. Sandro Mazzinghi per cinque round sembra dover asfissiare il triestino con la sua azione, il famoso gancio sinistro di Benvenuti non riesce a scattare, il campione lo tiene sotto controllo costante. Ma visto che il sinistro è imbrigliato, Nino nel 6º round spara un destro che sorprende e stende Mazzinghi. Benvenuti è campione del mondo. La carriera di Nino iniziò con il titolo europeo dei superwelter. Ma la consacrazione fu alle Olimpiadi di Roma del 1960, quelle che lanciarono un pugile allora sconosciuto: Cassius Clay. A Roma Benvenuti vinse la medaglia d'oro nei welter. Dopo passò al professionismo e il 18 Giugno 1965 divenne campione del mondo dei superwelter. Nel 1967 il salto nella categoria dei medi che lo consacrò campione in un mitico match contro Emil Griffith al Madison Square Garden di New York. Nella notte 18 milioni di italiani si svegliano per seguire l'incontro raccontato alla radio da Paolo Valenti. E' la prima delle tre sfide contro Griffith, potente pugile nero. Cinque mesi dopo Benvenuti è costretto a riconsegnare la cintura dei medi. «E' una sconfitta, ma anche il mio match più bello», dirà poi. «Avevo una costola rotta e la bocca piena di sangue che mi impediva il respiro. Non sapevo più se preferivo prendere i colpi al corpo o in faccia. Ma fui stoico e non andai k.o. Nel marzo 1968 Benvenuti battè Griffith nella bella vittoria ai punti dopo 15 riprese tiratissime. La parabola continuò tra alti e bassi, intermezzi di vario tipo (girò anche uno spaghetti-western insieme a Giuliano Gemma) fino a incocciare in uno dei più tremendi picchiatori mai salito sul ring: l'Argentino Carlos Monzon. Amaro l'epilogo a Montecarlo in un piovoso sabato di maggio del 1971: abbandono per lancio della spugna al terzo round. Ma Nino è rimasto nella memoria degli sportivi. Con gli anni il suo carattere istrionico si è addolcito, fatto questo che lo ha portato a rimanere tre mesi in un lebbrosario in India come volontario. «E' stata la mia più grande vittoria», ha detto dopo l'esperienza, «quella dell'umanità».

 

HANNO DETTO DI LUI:

Sandro Mazzinghi: «Nel match di rivincita a Roma il 17 dicembre 1965 fu molto scorretto, nessuna tecnica da parte sua, solo macroscopiche scorrettezze, mai rilevate dall'arbitro suo sicuro alleato. Dopo il match, dal suo camerino invocavano un medico. Mandai il mio. Mi avesse mai detto una parola per quella gentilezza».

 

CURRICULUM:

Giovanni «Nino» Benvenuti è nato a Isola d'Istria (Slovenia) il 26 aprile 1938. Sposato e separato, ha cinque figli. Da dilettante vinse la medaglia d'oro nei welter a Roma nel 1960, in carriera 119 vittorie e una sconfitta. Da professionista: 90 incontri (82 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte). Campione del mondo dei superwelter e dei medi, campione europeo e italiano dei medi.