<< I Campioni Olimpici >> Paavo Nurmi
 
 
Paavo Nurmi
Helsinki, 19 luglio 1952, cerimonia d’apertura dell’Olimpiade. Dalla porta di Maratona un uomo di mezz’età fa il suo ingresso a falcate leggere, tenendo in mano la fiaccola olimpica. Il pubblico si alza in piedi e applaude commosso. Quell’uomo è Paavo Nurmi, il più grande fondista mondiale nel periodo tra le due guerre, un uomo capace di primeggiare dai 1500 metri alla maratona. In poche parole una vera leggenda! Paavo Johannes Nurmi nasce a Turku il 13 giugno 1887 (che allora si chiamava Abo ed era la capitale della Finlandia) e muore a Helsinki il 2 ottobre 1973. Come un padre della patria ebbe i funerali di Stato e molte altre onorificenze. Tale trattamento era riservato solo ai grandi personaggi della nazione. A Nurmi successivamente furono anche dedicate molte importanti opere tra cui varie statue. La più famosa si trova all'ingresso dello stadio olimpico di Helsinki. Paavo Nurmi fu molto più che un semplice atleta del mezzofondo. Davvero rappresentò l'anima della Finlandia, Paavo il silenzioso, taciturno e introspettivo come il paesaggio finlandese con i suoi laghi e le immense foreste. Nurmi disputò tre Olimpiadi, vinse nove medaglie d'oro. Correva con un cronometro in mano, in lotta con se stesso e con il tempo, gli avversari erano di contorno. Anzi, i rivali più insidiosi venivano dalla sua stessa squadra: Ville Ritola (5 ori) e Loukola, che lo superò nei 3000 siepi ad Amsterdam nel 1928. Sì perché Nurmi si cimentava e dominava tutte le specialità del mezzofondo: dai 1500 ai 10 mila passando anche dalle siepi. L'accusa di professionismo lo escluse per squalifica dai suoi quarti Giochi, pochi giorni prima dell'inzio, quando era già arrivato in California. A Los Angeles avrebbe ancora potuto conquistare l'alloro della maratona. Infatti il suo ultimo trionfo fu nel 1933: la vittoria nei 1500 ai campionati nazionali. Si ritira dal mondo dello sport non concedendo più nessuna intervista ai giornalisti e ricompare soltanto 1952, dove, entrando in pista da tedoforo (podista incaricato di portare la fiaccola olimpica), viene circondato ed applaudito dal pubblico come se fosse ancora una volta il vero protagonista delle Olimpiadi. Sergio Zavoli nel 1960 (quando Nurmi ancora era vivo) scrisse su di lui un bellissimo articolo che noi vi proponiamo con immenso piacere. Buona lettura!

 

HANNO DETTO DI LUI:

"... Ottenne i primi successi internazionali nel 1920, conquistando tre medaglie d'oro e una d'argento ai Giochi olimpici di Anversa. Fu proprio l'unica sconfitta subita (per mano del francese Joseph Guillemot sui 5000) a farlo riflettere e indurlo a munirsi da allora in poi di un cronometro, in allenamento come pure in gara, per controllare il suo 'passo'. Fra il '21 e il '25 fu virtualmente imbattibile su tutte le distanze comprese tra i 1500 e i 10 mila. Cominciarono a cadere i "mondiali" e il '24 fu la sua stagione d'oro ai Giochi di Parigi, dove fece epoca soprattutto la sua doppietta 1500-5000 nel giro di poco più di un'ora...

...Questi trionfi gli valsero un invito per la tournée in America, all'inizio del 1925. In questa partecipò a 55 corse nel giro di venti settimane, al coperto e all'aperto, vincendo sempre tranne due volte: in un 5000 dal quale dovette ritirarsi a causa di un disturbo gastrico e in un mezzo miglio vinto dal campione americano di quella distanza: Allan Hellfrich. Quella tournée lasciò segni indelebili sulla macchina fino ad allora perfetta del campione. Dal '26 in poi Nurmi non fu più lo stesso, pur restando grande ancora per diverse stagioni. Nel '28, ai Giochi olimpici di Amsterdam, Nurmi tornò a primeggiare, vincendo tre medaglie. L'unica sconfitta gli venne da Ritola sui 5000 (una vendetta: quattro anni prima Ritola venne battuto in volata per soli due decimi di secondo)..."

 

CURRICULUM:

Alle Olimpiadi conquistò 9 medaglie d'oro e tre d'argento.

Anversa 1920: oro nei 10 mila metri, nella corsa campestre (8 Km) e nella corsa campestre a squadre; argento nei 5 mila metri.

Parigi 1924: oro nel 1500, nei 5 mila, nei 3 mila metri a squadre, nella corsa campestre (10 Km) e nella corsa campestre a squadre.

Amsterdam 1928: oro nei 10 mila metri; argento nei 5 mila e nei 3 mila siepi. Migliorò 26 primati mondiali e stabilì 5 migliori prestazioni indoor in varie distanze comprese tra i 1500 metri e i 20 chilometri.