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Pietro Mennea
Manca qualcosa nei tabelloni luminosi di Atlanta: quello straordinario 19"72 conquistato sui 200 metri da Pietro Mennea a Città del Messico e detronizzato poco tempo fa da Johnson. Una magica combinazione numerica a cui eravamo abituati e affezionati. Ma non importa, perché l'irriducibile barlettano resterà per sempre nei nostri cuori. Ne ricordiamo il carattere levantino, acido, scontroso, che faceva scintille con quello del suo preparatore, il mitico professor Vittori. Ne ricordiamo il dito alzato, simbolo di potere, di privilegio assoluto, trasformato quasi in stupore nella memorabile finale dei 200 ai Giochi di Mosca. Come non dimentichiamo lo scontro verbale televisivo tra lui e il telecronista Rai Paolo Rosi in occasione dei Giochi di Montreal. E quella sua voglia di non smettere mai, di provare e riprovare fino alla clamorosa decisione di rifarsi vivo a Seoul per la sua quinta Olimpiade. Mennea, nel bene e nel male, rimarrà nella storia dell'atletica internazionale come il più controverso velocista, dotato però di una tenacia e di un'energia inesauribili di rara efficacia. Il 26 marzo 1993 Fausto Narducci ne ritrasse un profilo di cui ne descriviamo alcuni tratti (Max De Stefano). "Mennea primo, Mennea secondo, Mennea Terzo: non tre atleti ma tre vite atletiche in una. Mennea atleta, Mennea plurilaureato, Mennea avvocato e commercialista: sempre la stessa persona, il personaggio più controverso, ermetico e discusso che abbia mai calcato le piste italiane". Quando la gente mi incontra per strada si meraviglia che sono alto un metro e ottanta: neanche nel fisico, che era sotto gli occhi di tutti, mi hanno descritto bene", disse un giorno l'incompreso. "...Pietro, terzogenito di una famiglia con cinque figli cresciuti nella tranquilla sartoria di papà Salvatore a Barletta, voglia di emergere ne aveva tanta. "Il successo è dolore fisico" aveva insegnato mamma Vincenza a Pietro, Pino, Luigi, Angela e Vincenzo". Quello che resta di Mennea nell'atletica italiana è la sua abnegazione da certosino negli allenamenti, le indimenticabili sfide con Borzov e Ray, le immancabili bizze e le mezze farneticazioni in terza persona prima e dopo ogni vittoria, le rinunce dell'ultima ora e le squalifiche come quella communatagli per essersi rifiutato di partecipare a una tournée elettorale di Nebiolo in Estremo Oriente e infine, perché no, le sue polemiche infinite con Berruti che, in uno degli episodi più tristi legati a una rivalità sportiva, si ritrovò perfino minacciato a Formia dai fratelli del barlettano. E a quasi vent'anni dai suoi primi ori, nei 100 e 200 metri agli Europei di Roma '74, c'è ancora un mistero che sopravvive: cosa voleva dire Pietro Mennea, dopo ogni vittoria, con quell'indice destro alzato verso il cielo" (Fausto Narducci). Leggi la cronaca del record.

 

HANNO DETTO DI LUI:

Valery Borzov: Ucraino, rivale storico di Pietro: "Mennea era un atleta ben allenato, io credo che sia stato importante nella storia dello sprint mondiale, perché con me è riuscito a spezzare l'egemonia americana".

Gianni Romeo: “Mennea mercoledì pomeriggio alle 15.15 ora messicana corrispondente alle 23.15 italiane, scrive il giornalista, ha compiuto due capolavori nel capolavoro: un’accelerazione di quaranta - cinquanta metri quale mai gli era riuscita in passato all’avvio dei duecento metri; una seconda accelerazione a settanta metri dal traguardo, quando il polacco Dunecki gli era abbastanza addosso, staccandosi con un cambio di velocità impressionante. Un uomo capace di questa cose, un uomo capace di correre per due volte di seguito i cento metri in 9”86, ha davvero finito di stupire?”

 

CURRICULUM:

Nato a Barletta il 28 giugno 1952, Pietro Mennea ha ottenuto 2 primati mondiali (lo storico 19"72 sui 200 metri e 1'21"5 nella 4x200 nel '72), 8 europei e 33 italiani. Ha partecipato a 5 Olimpiadi (Monaco '72, bronzo nei 200 metri; Montreal '76; Mosca '80, oro nei 200 metri e bronzo nella 4x100); Los Angeles '84 e Seoul '88. Sei medaglie agli Europei (3 ori, 2 argenti e 1 bronzo). Mennea ha annunciato tre volte il ritiro: nel marzo '81 (ritorno '82), nel 1984 dopo Los Angeles (ritorno '87) e nell'88 dopo Seoul.

 

CRONOLOGIA:

  • 1971
  • Campione Italiano nei 200 metri
  • 1° nei 200 metri
  • 1° nella 4x100 ai Giochi del Mediterraneo (Smirne)

  • 1972
  • Campione Italiano nei 200 metri
  • Primatista mondiale della 4x200 (1’21”5)
  • Medaglia d’oro nei 200 metri

  • 1973
  • Campione Italiano nei 200 metri
  • 1° nei 200 metri agli universitari di Mosca

  • 1974
  • Campione Italiano nei 100 metri
  • Campione Italiano nei 200 metri
  • 1° nei 200 metri agli Europei di Roma

  • 1975
  • 1° nei 100 e nei 200 metri ai Giochi del Mediterraneo (Algeri)
  • 1° nei 100 e nei 200 metri ai mondiali universitari di Roma

  • 1976
  • Campione Italiano nei 200 metri

  • 1977
  • Campione Italiano nei 200 metri

  • 1978
  • Campione Europeo indoor nei 400 metri (Milano, 46”51)
  • 1° nei 100 metri ai campionati Europei (Praga)
  • 1° nei 200 metri ai campionati Europei (Praga)

  • 1979
  • 1° nei 100 metri alla Coppa Europea (Torino)
  • Record mondiale nei 200 metri con il tempo di 19"72 (Città del Messico)

  • 1980
  • Medaglia d’oro nei 200 metri alle Olimpiadi di Mosca con il tempo di 20”19

  • 1983
  • A Febbraio è mondiale 200 metri indoor in 20”74