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Vera Caslavska
Vera Kaslavska, di nazionalità Cecoslovacca (detta la "Libellula Boema"), nasce a Praga il 3 Maggio 1942, nel bel mezzo del conflitto mondiale. Agilità, forza, destrezza ma soprattutto un'incredibile grazia dei movimenti, queste sono le doti che la porteranno a diventare una dei più grandi talenti della ginnastica artistica femminile del nostro secolo. A soli diciotto anni, poco più che adolescente, partecipa ai giochi Olimpici di Roma dove è considerata per la sua giovane età, la mascotte della squadra, ma con la sua grazia e determinazione vince un argento nel Concorso Generale a squadre, alle spalle delle imbattibili sovietiche. In quella ragazza però c'è qualcosa di più, una straordinaria armonia dei movimenti che fa preconizzare a più di un critico la nascita di un nuovo grande talento, c'è solo da attendere che la farfalla apra le ali e prenda il volo. Nel frattempo la bellissima ragazza di Praga, grazie anche agli allenamenti massacranti, con davanti il mito delle ginnaste sovietiche, sta imparando a muoversi con una disinvoltura incredibile. Quattro anni di sacrifici, ma alla fine arriva il sospirato momento del confronto diretto con le avversarie. Si presenta così ai giochi olimpici di Tokyo, i suoi allenamenti danno ottimi risultati, pur essendo ancora molto giovane Vera Caslavska ora si muove con una grazia angelica e le sue interpretazioni degli esercizi ginnici, e i suoi gesti atletici, sono un vero concentrato di tecnica e bellezza, davanti al quale si inchina estasiato tutto lo stato Giapponese e il mondo intero. Da sola riesce a conquistare gli stessi successi delle rivali sovietiche. Vince tre medaglie d'oro, concorso generale individuale, volteggio, trave e un argento nel concorso generale a squadre. Successi che gli valgono il soprannome di "Libellula Boema" per la sua leggerezza ed eleganza nei movimenti. E' nata un'altra stella nel firmamento delle atlete. La dolce ragazza Vera Caslavska ora è diventata donna e simbolo della sua nazione, non manca infatti di firmare quel "Manifesto delle 2000 parole" con cui si chiede a tutti i cittadini cecoslovacchi di appoggiare la svolta democratica in atto nel paese. Costretta a scappare dalla Cecoslovacchia dopo l’invasione russa, si rifugia in Messico e per non perdere l’allenamento, inizia a fare lavori duri, che gli consentono di non perdere la forza nei suoi muscoli, forza ottenuta con grandi sacrifici e massacranti allenamenti. Malgrado le avversità che ha dovuto subire, Vera Caslavska si presenta con più determinazione, stile e grazia che ma alla diciannovesima Olimpiade di Città del Messico, dove ottiene il massimo del suo successo vincendo quattro medaglie d'oro: concorso generale individuale, parallele asimmetriche, volteggio e corpo Libero e due medaglie d'argento: concorso generale a squadre e trave. Dopo la manifestazione sportiva, al culmine della sua carriera agonistica, sposa nella cattedrale messicana il fidanzato mezzofondista Josef Odlozil. Vera Caslavska si ritira dalle competizioni internazionali avendo donato a se e al suo travagliato paese, prestigio e fama, con ben sette medaglie d'oro e quattro medaglie d'argento, in tre olimpiadi disputate.