<< I Campioni Olimpici >> Vincenzo Maenza
 
 
Vincenzo Maenza
Vincenzo Maenza, quando entrò in palestra aveva solo 12 anni, una lieve scoliosi e pesava 27 chili. Appena diciottenne partecipò alle sue prime Olimpiadi, quattro anni dopo, nel 1984 a Los Angeles, vinse la medaglia d'oro e sul gradino più alto del podio, a Seul '88, c'era di nuovo lui. A Barcellona, nel 1992, ha invece vinto l'argento. Categoria 48 Kg., perché un colosso Vincenzo Maenza non lo è mai diventato, ma un grande sì, in uno sport povero, uno sport da poveri che lascia poveri anche dopo le medaglie ovvero la lotta greco-romana. Nato nel 1962 a Imola, vive a Faenza con il padre barbiere e la nonna Provvidenza: la madre sedicenne lo ha abbandonato alla nascita; poi arriveranno una moglie per il padre e tre fratellini per Vincenzo e Antonio Randi che lo porterà in quella palestra dove sparirà la scoliosi e nascerà un campione. Ma che vita complicata quella di "Pollicino", come è stato ribattezzato per le sue dimensioni che lo collocano nella categoria dei minimosca. Dieta, sauna, allenamento, viaggi, gare: dieci mesi lontano da casa, dai tortellini della nonna, da Roberta e dai suoi bambini Yuri e Danny. Una vita dura e un coraggio che nasce da un rifiuto, come già accennato, della madre (che si farà viva solo dopo l'oro di Los Angeles) e che ricomparirà ogni volta che Maenza salirà sul materassino. Quel tarlo tornerà ciclicamente a torturarlo, dandogli quella potente motivazione che è necessaria per resistere in una disciplina così faticosa. Il suo ragionamento è questo: "Tutti gli altri sport, come il calcio, si fanno per piacere. La lotta no! La lotta o la si odia o la si ama. La lotta necessita di una convinzione sovrumana per fare bene e per riuscire. Di motivazioni che stanno dentro di te […] è la tua sfida contro il tuo malessere, contro i tuoi incubi, contro il nemico interno". Sono arrivate così le vittorie ai campionati italiani, agli Europei, ai Giochi del Mediterraneo, e quelle splendide medaglie olimpiche, grazie anche alla cura quotidiana di un direttore tecnico come Vittoriano Romanacci e all'allenatore bulgaro Guro Gurov. Le vittorie sono lì, eppure la vita continua a essere difficile: pochissimi soldi per gli sport poveri, nessuna garanzia per il futuro, quando arriverà l'ora di lasciare l'attività sportiva, la difficoltà di trovare un impiego, quando non si è andati a scuola e neppure le forze armate ti vogliono se non sei alto almeno un metro e sessantacinque. Pollicino è più piccolo e per anni crede alle lusinghe di una banca che gli ha promesso un posto, che non arriverà mai, a fine carriera. Si arrabbia Maenza, ripensando ai dirigenti sportivi presenti e commossi alle sue gare vittoriose, alla loro assenza nei quattro anni tra un'Olimpiade e l'altra. Mai una notizia di lotta greco-romana sui giornali, mai che si parli di questi sport che poi, al momento buono, riescono a risollevare il prestigio di una nazione. Non è facile fare i conti con il proprio orgoglio pensando a quanti guadagni e quante sicurezze abbiano sportivi che non hanno mai dovuto soffrire e lavorare quanto lui. Vincenzo Maenza è comunque stato, e sempre sarà, un grande e questo nessuno potrà mai toglierglielo. Leggi la cronaca di una delle sue più belle vittorie.

Medagliere:

  • 1978 - 2° Posto Torneo MEC Olanda.
  • 1979 - Argento ai Giochi del Mediterraneo a Spalato.
  • 1981 - Bronzo Europeo – Bursa.
  • 1982 - Oro mondiale – Caracas.
  • 1983 - Oro ai Giochi del Mediterraneo a Casablanca.
  • 1984 - Oro olimpico Los Angeles.
  • 1984 - 1° Posto Coppa CEE Atene.
  • 1984 - Bronzo europeo in Svezia.
  • 1985 - Oro Supercampionato del Mondo a Tokyo.
  • 1986 - Bronzo europeo in Atene.
  • 1987 - Oro europeo a Tampere.
  • 1987 - Oro ai Giochi del Mediterraneo in Siria.
  • 1987 - Argento mondiale in Francia.
  • 1988 - Oro olimpico Seoul.
  • 1989 - 2° Posto Festival mondiale – Colorado.
  • 1991 - Bronzo ai Giochi del Mediterraneo.
  • 1992 - Argento olimpico Barcellona.
  • Medaglia d'Onore al Merito Sportivo

Su Internet si dice di lui:

Virgilio.it: Il lottatore azzurro più famoso è Vincenzo Maenza, soprannominato da amici e tifosi "Pollicino" per la sua corporatura piccolina. Maenza vinse due Olimpiadi nel 1980 e nel 1984 nella categoria mini-mosca.

Casaitalia: Vincenzo Maenza, lotta greco-romana, ha partecipato a quattro Olimpiadi, da Mosca a Barcellona e, tranne la prima dove era molto giovane, è sempre andato in finale, vincendo due volte l'oro e un argento rendendo, così, grande la disciplina della lotta greco-romana.

Il Resto del Carlino (sito web): Tre medaglie olimpiche nel cassetto, due d'oro e una d'argento, fanno di Vincenzo Maenza lo sportivo faentino più grande di tutti i tempi. Nessuno in campo internazionale ha vinto quanto "Pollicino", che negli anni Ottanta vinse i Giochi di Los Angeles 1984 e di Seul 1988 nella categoria dei 48 chili della lotta greco-romana, perdendo la finale di Barcellona 1992 soltanto per una piccola ma fatale disattenzione.

www.arti-marziali.com: Vincenzo è uno di quelli che ha vinto. Nonostante tutto.

www.hapkido.it: Senza ombra di smentite stiamo parlando del più grande lottatore che l'Italia e, consentitemi, il Mondo abbia mai avuto. Grazie Vincenzo!