<< Le discipline Olimpiche >> Lotta libera
 

La lotta è uno sport dei più antichi, praticato addirittura nelle gare della Grecia antica. Molti lo definiscono uno sport aggressivo, ma nonostante ciò è molto frequentato e suscita sempre molto scalpore. Il termine lotta (anticamente "lutta", dal latino lucta) indica un combattimento corpo a corpo e senza armi, tra due atleti. Parlando di lotta si pensa subito a uno sport di forza, ed è vero, ma in questa disciplina è altrettanto importante l'aspetto mentale: durante un incontro le sollecitazioni, i pensieri, le intuizioni, gli stimoli, si susseguono in modo talmente rapido che il corpo spesso non riesce a tenere il ritmo. È in primo luogo una sfida contro se stessi e contro i propri limiti. La sua pratica è un lungo cammino di maturazione che accompagna il praticante sino ad un’età matura e gli riserva un’esperienza che attraverso vari ruoli e stadi lo riempirà di gratificazioni La pratica della lotta viene consigliata fin da bambini che con essa prendono coscienza di se stessi, dell’importanza del rispetto degli individui, del valore del gruppo, e comprendono come ciascuno attraverso l’impegno e la perseveranza possa migliorare la propria posizione. Il desiderio di migliorare e primeggiare aiuta a sopportare i sacrifici degli allenamenti. Non si deve dimenticare inoltre che chi pratica uno sport trova un mondo di pace interiore: e nella lotta soprattutto i giovani riescono a placare l’esuberanza della loro età. E’ una delle discipline più antiche, famose e spettacolari, è semplice e intuitiva, e come la corsa non ha avuto bisogno di essere "inventata", perché è innata nella nostra natura. La gara di lotta libera consente ogni tipo di presa servendosi anche degli arti inferiori. Le gare sono molto veloci e vince chi riesce a trattenere il proprio avversario al suolo per almeno due secondi. Esistono due stili di lotta: Lo stile-libero che consente l’utilizzo sia delle braccia che delle gambe; La greco-romana che prevede la limitazione delle prese al busto e alle braccia. Da regolamento la lotta libera è praticata sia da atleti di sesso maschile che di sesso femminile mentre la lotta greco-romana è praticata solo da atleti maschi. Nella lotta sono consentite solo prese e mosse che con spinte, sgambetti e sollevamenti facciano cadere l’avversario e sono vietati tutti gli altri colpi che possono provocare lesioni. Certamente non è una passeggiata, i lottatori devono avere grandi doti atletiche: forza, agilità e velocità, ma la lotta è una disciplina sicura, molto meno pericolosa di altre e le regole severe ne sono a garanzia. Le competizioni si svolgono su un tappeto morbido per attutire le cadute ed i contendenti si confrontano suddivisi in classi di età, peso e sesso. Esistono competizioni di vario livello: regionali, nazionali ed internazionali sia per uomini che per le donne, è presente anche alle Olimpiadi, a cui è stata presente fin dalle prime edizioni. L’abbigliamento consiste in un costume intero attillato per evitare "avvinghiamenti", e scarpe senza fibbie, morbide. Gli incontri sono suddivisi in tre round e si vincono superando l’avversario ai punti, o ovviamente schienandolo. Le tecniche più semplici sono quelle di atterramento: presa di gambe, o sgambetti; ma esistono tecniche anche più complesse che prevedono la proiezione dell’avversario. Al crescere della difficoltà, crescono i punti assegnati: 1 punto quando l’avversario esce dal campo di gara; 1 punto quando viene fatto cadere; 2 punti quando viene messo in pericolo di schienata; 3 punti quando lo si fa cadere sollevandolo; 5 punti quando lo si proietta La schienata equivale al ko e la vittoria è immediata.

Le categorie della lotta libera sono:

  • Pesi Minimosca
  • Pesi Mosca
  • Pesi Gallo
  • Pesi Piuma
  • Pesi Leggeri
  • Pesi Welter
  • Pesi Medi
  • Pesi Medio – Massimi
  • Pesi Massimi
  • Pesi supermassimi

La lotta è lo sport più antico che si conosca, (ad eccezione delle discipline dell’atletica), tanto che quando nacquero i giochi olimpici nell’antica Grecia, esisteva già. Le prime testimonianze risalgono alla tomba egizia di Beni Hassan (3000 a.c.) in cui si possono vedere rappresentati almeno 100 differenti colpi/mosse. In ogni angolo della terra ne esiste uno stile diverso (oltre alle discipline olimpiche), letteralmente centinaia di stili diversi; ogni nazione o regione ne possiede una forma indigena: Glíma (Islanda), Schwingen (Svizzera), Cumberland (Britannia), Judo e Sumo (Giappone), Sombo (Russia), Boke (Siberia), S’Istrumpa (Italia), Kirkpinar (Turchia), ecc..Ogni stile risente dell’influsso culturale della zona di origine, ma tutti hanno le stesse fondamenta, e il duello incruento tra due uomini è un modo intelligente per evitare una guerra tra due popoli. Gli antichi greci definivano con il termine "Pale" uno degli stili di Lotta, e a dimostrazione della considerazione che avevano di questo Sport, utilizzavano questo termine anche per chiamare tutti gli edifici in cui venivano praticate delle discipline sportive, da questo il termine Palestra. Plutarco considerava la lotta come la sublimazione dello sport, l’esaltazione delle qualità umane, oltre che della forza e dell’elasticità anche quelle più fini dell’arte e dell’astuzia. La Lotta è nata nell'antichità per addestrare gli eserciti al combattimento corpo a corpo, ma nel corso dei secoli ha perso tutti gli aspetti cruenti che la caratterizzavano, restando comunque uno Sport dal grande impatto emotivo. Risalirne alle radici risulterebbe impossibile perché ci costringerebbe a tornare agli albori della specie umana; tuttavia, i reperti archeologici giunti ai nostri giorni fanno luce su questo passato e danno risalto a questa disciplina attraverso un ponte epocale che ci conduce in un viaggio tra tutte le società antiche: sumera, egizia, greca, romana, celtica e araba. Ancora oggi, fatta eccezione per alcuni aspetti legati al regolamento, gli atleti si confrontano con le stesse tecniche e i colpi di allora. L'arte di fare alle braccia essendo istintiva risulta antichissima, tracce di questa si ritrovano in reperti della civiltà sumerica di 5000 anni fa. I primi cenni storici della lotta si hanno nella Bibbia, dove Mosè la definisce un buon "avviamento alla ginnastica bellica". Le prime testimonianze arrivano dalla Mesopotamia, dall'Egitto e dalla Cina. Diversi gli scopi che hanno facilitato il suo sviluppo, da quello educativo-formativo e ludico-circense a quello militare e sportivo.