<< Le discipline Olimpiche >> Pugilato
 

Il pugilato (o boxe, dal termine inglese boxing) è un arte, uno stile di autodifesa e uno sport da combattimento regolato da norme, tra due atleti che si colpiscono a pugni chiusi. Conosciuto anche come la "nobile arte", in cui escono le caratteristiche migliori dell'uomo: il coraggio, la forza, l'intelligenza. Le gare di pugilato vengono disputate sin dall'antichità. Il campo a forma di quadrato è delineato da tre corde ed il pavimento è realizzato in materiale morbido atto ad attutire l’intensità dei colpi impressi dai concorrenti. La tenuta degli atleti che praticano questo sport è costituita da un casco, un paio di guantoni, un paradenti, un paio di pantaloncini con conchiglia nella parte del cavallo che serve a proteggere il basso ventre, e da una canottiera con una cintura per riconoscere la linea addominale. Lo scopo è mettere K.O. l’avversario con colpi e pugni, ma al contrario della lotta libera o del judo, non sono ammessi colpi inferti dagli arti inferiori. Nel pugilato viene ravvisata una certa somiglianza con la scherma per il particolare tipo di studio preparatorio fra i contendenti in funzione del successivo scambio di colpi. Fondamentalmente il Pugilato si basa su tre colpi: Diretto: Colpo più importante per il pugile tecnico. Colpo di disturbo, di arresto, di preparazione al diretto successivo. Gancio: Colpo potente e demolitore che basa la sua potenza sulla leva fornita dalla spalla e dalla posizione ad angolo retto del braccio, è il colpo di chiusura per eccellenza. Montante: Colpo dato dal basso verso l'alto, di solito si usa nel corpo a corpo. Questi colpi, portati in rapida sequenza e con varietà, generano le "serie" o "combinazioni". Anche se la fase offensiva ha un ruolo decisivo, due sono le tecniche per evitare di prendere colpi: schivare e parare, ovvio il fatto che per ogni tipo di colpo vi siano differenti tipi di schivate e di parate. Dai tre aspetti offensivi e dai tre difensivi può nascere un grande incontro, che vede sul "quadrato" due uomini che si affrontano lealmente secondo le regole della "boxe moderna" e che alla fine del match li vedrà abbracciarsi. Il pugilato è uno sport impegnativo e completo, le doti fisiche richieste sono infatti velocità, agilità, forza e resistenza. Il pugilato richiede sia sforzi aerobici che anaerobici, pertanto l'allenamento mira sia al miglioramento della resistenza, ovvero alla durata dello sforzo fisico nel tempo, tramite corsa, salto della corda, allenamento a corpo libero, sia al miglioramento della forza e allo sviluppo della massa muscolare. Questa disciplina richiede soprattutto una notevole forza di sopportazione e carattere per poter affrontare gli sforzi durante l'allenamento e il quasi inevitabile dolore fisico durante gli incontri. Contrariamente alla maggior parte degli altri sport, la sconfitta nel pugilato è accompagnata da dolore fisico: ciò richiede una ferrea volontà a non darsi per vinto davanti alla fatica del match. Per le sue influenze sul corpo e sulla mente il pugilato può essere consigliato ai giovani che in tutta sicurezza e sotto la supervisione di un buon allenatore posso sviluppare un corpo sano e una mente allenata e preparata a non abbandonarsi alle prime difficoltà dello sport e della vita.

Le categorie vanno in base al peso (espresso in libbre: 1 lb.=0,4536 kg. circa) degli atleti e sono:

  • Pesi Minimosca - lb. 108
  • Pesi Mosca - lb. 112
  • Pesi Gallo - lb. 118
  • Pesi Supergallo lb. 122
  • Pesi Piuma - lb. 126
  • Pesi Leggeri - lb. 135
  • Pesi Superleggeri - lb. 140
  • Pesi Welters - lb. 147
  • Pesi Superwelter - lb. 154
  • Pesi Medi - lb. 160
  • Pesi Mediomassimi - lb. 175
  • Pesi Massimi - lb. 200
  • Pesi supermassimi - Senza limite

Nonostante le regole moderne il pugilato mantiene ancora il suo aspetto di sport violento e cruento. Lo scambio di colpi alla testa può comportare l'insorgere di traumi che possono manifestarsi durante l'incontro, oppure in un secondo momento. L'urto violento sulla testa può essere causa di una emorragia immediata a livello cerebrale, i sintomi variano dallo stordimento alla perdita di conoscenza. I medici sportivi hanno identificato una sindrome tipica e non rara dei pugili professionisti denominata punch drunk (ubriacatura da pugni). I sintomi sono perdita della memoria, dislessia, difficoltà nell'ideazione, difficoltà a effettuare movimenti di precisione e alterazione della personalità. A livello dilettantistico si cerca di evitare la sindrome con l'utilizzo di caschi di gomma dura attorno alla testa. Nonostante ciò un colpo potente e ben portato può provocare forti danni anche tra i pugili minori. La sindrome è provocata da piccole emorragie cerebrali non gravi ma che sommate negli anni producono effetti dannosi per l'attività mentali e cognitive.