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Devo essere sincero, ho seguito
con molta attenzione la vicenda di
Domenico Fioravanti (per chi non lo conoscesse vincitore
di due ori Olimpici a Sydney 2000) pensando che alla fine
potesse farcela e superare il problema che l'affiggeva (una
disfunzione al cuore). Poi quando l'ho visto all'interno della
"Fattoria" ho capito: avevamo perso un grande, immenso, campione!
Subito i miei pensieri si sono focalizzati sul dopo: cosa
avrebbe fatto in futuro questo sfortunato atleta? Alla sua
giovane età ci poteva stare anche uno sbandamento, che so':
preso dalla disperazione poteva perdersi in chissà quale oscura
situazione (vedi Maradona) e invece… invece eccolo li all'interno
di quella gabbia di matti in versione retrò con la
consapevolezza che la vita, comunque sia, merita sempre di
essere vissuta. Certo, detto così sembra tutto facile, e che
ci vuole? Per un attimo proviamo però a calarci nei
suoi panni: tutte le fantastiche aspettative, la voglia di
dimostrare a se stesso di essere sempre il numero uno, le
inimitabili emozioni che può far provare una sfida olimpica,
l'adrenalina che in quelle occasioni circola nel sangue e
tutto il resto! Fatte le dovute considerazioni devo dirti
che ammiro la tua voglia di vivere, mi sono sempre piaciute
le persone positive, un esempio da seguire senza remore! Ti
sei dimostrato un campione anche nella vita e bisogna esserti
grati per l'esempio che stai dando a tutti. Io spero che tu
vinca anche questa "sfida", perché te lo meriti,
perché sei "forte", non tanto per i soldi in palio
o la passeggera notorietà, ma per il modo in cui affronti
tutto ciò. Sicuramente, in estate, guarderai con nostalgia
i giochi di Atene ma sono certo che nel tuo animo non albergherà
mai la tristezza cupa, la disperazione distruttiva! Prima
o poi, c'è da giuraci, sentiremo ancora parlare di te, magari
t'improvviserai commentatore televisivo, oppure diventerai
attore o giornalista, ma non nutro dubbi sul fatto (e non
provare a smentirmi) che diventerai comunque un grande nella
professione che ti sceglierai. Solo un appunto voglio farti:
ma come può uno sportivo del tuo calibro mettere in bocca
delle sigarette??? Misteri della mente umana. Bene, dopo questo
piccolo rimprovero (bonario e disinteressato) ti saluto caro
amico, mio e di tutti gli uomini di buona volontà,
invitandoti, sempre se ne avrai voglia, ad inviarci una volta
uscito da quel manicomio, alcuni scritti sui tuoi pensieri,
le tue sensazioni, saremo ben lieti di pubblicarli in questa
rubrica! Certo non sarà una gran cosa per te, ma ci terrei
molto... A presto Domenico e non mollare mai!
Theophrastus Von Bombastus
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