<< Editoriali >> Parte la torcia per Pechino
 
 
Theophrastus Von Bombast
Con un imponente spettacolo si è chiusa la ventottesima Olimpiade. Quella svoltasi nei luoghi storici, dell'eccesso di sicurezza, degli scrupolosi controlli anti-doping! Detesto ricordarvelo, ma tempo fa vi avevo detto che molti atleti (se non tutti) facevano uso di sostanze che in qualche maniera potenziano le prestazioni. In cuor mio speravo di sbagliarmi ma, purtroppo, si è rivelata un'analisi giusta. In questa edizione, poi, ne abbiamo avuto la conferma! Come dimenticarsi di Costas Kentersis e Ekaterini Thanou, che per cercare di non farsi scoprire con le mani nel sacco, ne hanno combinate di tutti i colori. Cosa non riuscita all'italiano del baseball David Anthony Francia, risultato positivo all'esame del Norandrosterone e rispedito, senza tanti complimenti, a casa. E poi l'illuminante caso dell'Ungherese Robert Fazekas che si è visto ritirare medaglia d'oro e diploma olimpico dal CIO per essersi sottratto al controllo anti-doping, imitato subito dopo dal connazionale Zoltan Kovacs. La scusa per i due era che avevano difficoltà a riempire i contenitori delle urine. E ancora il bielorusso Aleksey Lesnichiy, trovato positivo al Clenbuterolo "involontariamente" assunto, come egli stesso ha ammesso, perché è un componente di uno sciroppo per la tosse preso senza aver consultato prima il suo medico. Non dimentichiamoci poi che, spesso, vengono usate sostanze che i controlli non riescono a rilevare perché nuovi di laboratorio! Pensate che stiamo arrivando al doping genetico, già annunciato per i prossimi giochi di Pechino. Io, questo è sicuro, non mi scandalizzo per così "poco". Questi atleti, non scordiamocelo, devono far fronte a prove sportive fuori dal comune e i termini di paragone, sono fissati da "campioni" che sicuramente hanno usato e abusato di sostanze illecite. Pensate un poco al Giro d'Italia o al Tour de France (tanto per fare un esempio) e ai vari "fuoriclasse" che vi hanno preso parte. Se uno volesse competere con questi signori, che spesso vengono coinvolti in fatti poco chiari, cosa dovrebbe fare: forse gareggiare con un ciclomotore? Il mio consiglio è quello di liberalizzare il tutto e rendere lecite almeno le sostanze meno pericolose. Si potranno così evitare situazioni spiacevoli e poco edificanti e, in qualche modo, tutelare la loro salute. Voglio ora spendere una parola per lo sfortunato maratoneta Brasiliano Vanderlei De Lima aggredito e rallentato, quando era in testa alla gara, da uno "scemo di guerra", ahimè, ben noto alle polizie di mezzo mondo. Ma è possibile che per lui non si possa fare un'eccezione e consegnare un'altra medaglia d'oro? E che sarà mai! Io resto dell'opinione che, senza quel contrattempo, la vittoria se la sarebbe giocata alla pari con il nostro Stefano Baldini. Fortunatamente il CIO, assegnandogli la medaglia "Barone Pierre De Coubertin" lo ripaga, in parte, del torto subito. Voglio infine ringraziare tutti gli altri atleti Italiani per le straordinarie emozioni che ci hanno fatto vivere. Sono stati immensi e questo è per noi motivo di orgoglio. Concludo con un elogio ai navigatori di questo sito, una vera marea! Per alcuni giorni i nostri server sono stati letteralmente presi d'assalto mentre le caselle di posta erano continuamente intasate. Grazie e ancora grazie per il vostro interesse e, perché no, per le vostre critiche. Con quelle abbiamo aggiornato e modificato diverse pagine, che in alcuni casi, contenevano veramente dei clamorosi errori! Non scordatevelo mai, certe manifestazioni esistono unicamente perché esistete voi che le esaltate con la vostra presenza. Un abbraccio a tutti e a presto.

Theophrastus Von Bombastus