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(12/07/2011) A sessantaquattro anni di
distanza da London 1948, Londra tornerà ad accogliere i Giochi Olimpici
diventando la prima città ad aver ospitato le Olimpiadi per tre edizioni. I
primi test sugli impianti (che si sono svolti dal 4 al 7 Luglio nella splendida
cornice di Greenwich Park) hanno segnato l’inizio del count down verso la
cerimonia d’apertura, che si svolgerà all’Olympic Stadium il 27 Luglio 2012. Al
motto di One Planet Olympics, nel 2005 Londra vinse la concorrenza di città come
New York e Parigi, convincendo il Comitato Olimpico Internazionale con un
progetto centrato su uno sviluppo ecosostenibile e sul rispetto dell’ambiente. A
dodici mesi dall’inizio della massima manifestazione sportiva a livello mondiale
i lavori per la costruzione degli impianti stanno rispettando tempi e budget
stanziato ma hanno subito un ridimensionamento proprio nell’utilizzo di energie
rinnovabili e nel riciclaggio dei materiali. Come riportato da il Guardian il
Villaggio Olimpico è stato reso energeticamente autosufficiente come promesso ma
ridotto da 8.000 a 4.700 posti, e l’energia proveniente da fonti rinnovabili
coprirà il 9% del fabbisogno energetico dell’impianto, contro il 20% annunciato
inizialmente. Deludenti anche i risultati ottenuti nel riutilizzo dei materiali
demoliti per la costruzione delle nuove infrastrutture, che hanno inciso solo
per l’1% restando distanti dal 90% preannunciato. Se è vero che come annunciato
nel primo resoconto d’ecosostenibilità pubblicato ad aprile, Londra è riuscita
nella difficile sfida di tagliare di 100 mila tonnellate l’emissione di carbonio
nella costruzione del Villaggio Olimpico, il problema dell’inquinamento
dell’aria è tutt’altro che risolto. Londra rimane una delle città con il tasso
d’inquinamento più alto d’Europa, come riportato da uno studio dell’Economist
dello scorso febbraio. La percentuale di carbonio nell’aria è del 30% superiore
al livello massimo e, se la qualità dell’aria non dovesse migliorare l’accordo
siglato con il Comitato Olimpico Internazionale prevede che il Cio possa
trattenere il 25% dei 700 milioni di sterline provenienti dalla cessione dei
diritti televisivi. Il che si tradurrebbe in una multa da 175 milioni di
sterline. Altra questione scottante è il tema dei trasporti pubblici. Si teme
che il milione di pendolari, che tra atleti, e personale impiegato ai Giochi, si
sommeranno ai viaggiatori abituali potrebbe mandare in tilt l’underground
londinese causando “pesanti ritardi di oltre un’ora sulla Central e la Jubilee
line”, avverte un portavoce dell’Olympic Delivery Autority. La riuscita della
manifestazione si giocherà quindi sui temi dell’inquinamento dell’aria,
dell’ecosostenibilità, e dei trasporti, ma non c’è dubbio che i Giochi abbiano
permesso a Londra una notevole rigenerazione urbanistica. Oltre alla
rivalutazione di Stratford, zona tra le più degradate d’Europa, i progetti di
rinnovamento stanno attraversando tutta la capitale britannica. Da Battersea
alle Royal Docks, da King’s Cross a St. John’s Wood, da Mayfair ad Earls Court,
la Londra che si presenterà al mondo per la cerimonia d’apertura sarà una città
con il look completamente rifatto. Intanto la notizia che la koreana PyeongChang
ospiterà le Olimpiadi invernali del 2018 rafforza la corsa ai Giochi di Roma
2020, ed indebolisce la candidatura di Tokyo. Il Cio per una questione di
alternanza geografica tende difficilmente a premiare due città dello stesso
continente, e a questo punto Roma diventa la grande favorita per l’edizione del
2020.
Theophrastus Von Bombastus
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