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Dopo le due pessime edizioni del
1900 a Parigi e del 1904
a Saint Louis, che quasi determinano la fine del movimento
olimpico, Pierre de Coubertin decise di riportare i giochi
in Europa. La scelta fu azzeccata visto che gli inglesi non
sminuirono l'importanza delle gare nonostante queste ultime
fossero affiancate all'esposizione internazionale. Gli organizzatori
allestirono tutte le infrastrutture necessarie e furono avvantaggiati
dalla loro già notevole esperienza nel preparare competizioni
sportive come il torneo di tennis di Wimbledon o il campionato
inglese di atletica. Sede principale delle gare di atletica
fu il White City Stadium, il più grande stadio fino ad allora
costruito (capace di contenere 150.000 persone, 68.000 sedute)
e realizzato in tempi brevissimi. Viene approntato il primo
villaggio olimpico e l'inaugurazione è solennizzata da una
grande cerimonia il 27 Aprile. Proprio durante la cerimonia
d'apertura avvenne un incidente diplomatico. Al passaggio
di fronte al palco reale, il portabandiera statunitense Ralph
Rose non abbassa la bandiera, come avevano fatto gli alfieri
delle altre nazionali, spiegando successivamente che "la bandiera
statunitense non si inchina di fronte a nessun re della terra".
Questo gesto ebbe però ripercussioni sulle gare in quanto
i giudici di gara britannici, probabilmente risentiti dall'atteggiamento
statunitense, li danneggiarono con decisioni arbitrali molto
contestate. Per la prima volta si faceva sentire l'ingerenza
della politica nello svolgimento dei giochi Olimpici e in
particolar modo dei nazionalismi che segnavano in quel periodo
l'Europa. A tal proposito vanno ricordate la decisione degli
atleti finlandesi di non marciare sotto alcuna bandiera piuttosto
che sotto quella russa e di molti atleti irlandesi che rifiutarono
di partecipare ai giochi nella rappresentativa inglese. Altro
segno dell'insofferenza nazionalista, fu il rientro dalle
gare dei dominatori nell'atletica leggera statunitensi, che
a New York sfilarono, portando al guinzaglio un leone, simbolo
dell'impero britannico. Nonostante tutto, grazie allInghilterra,
le Olimpiadi ritrovano finalmente la solennità iniziale e
Re Edoardo VII, grande sportivo, farà personalmente da giudice
in molte gare. Si costruiscono, grazie ad una sottoscrizione
popolare e ai guadagni dellesposizione franco-britannica,
lo stadio, la piscina e il velodromo. Potrebbe essere stato
anche lanno dellItalia se Giolitti non avesse
rifiutato lofferta del CIO di fare svolgere i giochi
a Roma. Le nazioni partecipanti furono 22, tra cui lItalia:
GRAN BRETAGNA - USA - SVEZIA - FRANCIA - CANADA - GERMANIA
- UNGHERIA - NORVEGIA - BELGIO - AUSTRALIA - FINLANDIA -
DANIMARCA - ITALIA - GRECIA - SUD AFRICA - RUSSIA - BOEMIA
OLANDA - GRAN BRETAGNA/IRLANDA - AUSTRIA - GRAN BRETAGNA/GALLES
- GRAN BRETAGNA/SCOZIA.
I partecipanti alle gare erano
ben 2034, di loro 36 erano donne, 21 gli sport in programma
tra i quali non figura più il golf:
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Atletica leggera
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Calcio
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Canottaggio
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Canotti a motore
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Ciclismo
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Ginnastica
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Hockey su prato
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Lacrosse
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Lotta Greco/Romana
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Lotta libera
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Nuoto
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Pallacorda
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Pattinaggio artistico
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Polo
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Pugilato
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Raquette
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Rugby
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Scherma
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Tennis (Maschile/Femminile)
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Tiro con l'arco
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Le gare si svolgono in sei mesi. Il nuotatore inglese Henry
Taylor e il mezzofondista yankee Melvin Sheppard sono gli
atleti più premiati. Per la seconda volta gareggia lItalia
con ben 68 concorrenti conquistando 4 medaglie doro
ed altrettante medaglie dargento. E stata la
prima Olimpiade in cui un atleta nero vince un oro. Ma,
il
vero Eroe dellOlimpiade è Dorando Pietri, vincitore
della maratona, subito squalificato perché soccorso a pochi
metri dal traguardo, anche se questo sarà solo linizio.
La vicenda commuove il mondo intero tanto che la regina
Alessandra lo premia come vincitore morale e Pierre de Coubertin lancia il
motto: "limportante dei Giochi non è vincere
ma partecipare, così come nella vita limportante non
è trionfare ma lottare" ricopiato dal sermone di un
vescovo americano. LItalia guadagna 2 medaglie doro
(Ginnastica e Lotta greco-romana) e 2 dargento (Atletica
Leggera, Scherma). I giochi si conclusero il 31 Ottobre
e riuscirono a ridare slancio al movimento olimpico che
da quell'edizione crebbero in popolarità e partecipazione.
Il sogno di de Coubertin si era avverato. Le
olimpiadi di Stoccolma nel 1912 si giovarono dell'esperienza
londinese rappresentando sicuramente la migliore tra le
edizioni olimpiche precedenti alla Prima guerra mondiale.

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