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Finalmente Roma! Dopo qualche
delusione nel 1955 il CIO assegna i Giochi Olimpici all'Italia.
E’ un’edizione importante per la storia olimpica perché getta
un ponte verso lo sport moderno: per la prima volta le immagini
delle gare vengono trasmesse in TV in tutta Europa con la
RAI che produce più di 100 ore di trasmissione. Altra novità
è l’avvento dei cronometraggi elettrici in alcune gare, ma
non in atletica perché la Federazione non ne ha ancora ratificato
l’adozione. Quattro anni dopo a Tokyo si andrà molto più in
là con l’ingresso in una nuova era dello sport, dominato da
sponsor e mass media. Intanto però Roma si fa notare per le
suggestive ambientazioni che sfruttano la storica bellezza
della città: le Terme di Caracalla ospitano le gare di ginnastica,
la basilica di Massenzio quelle di lotta, mentre la maratona
prende il via dal Campidoglio e dopo aver percorso l’Appia
Antica si chiude sotto l’Arco di Costantino. Ad aumentare
il fascino di quest’ultima gara c’è la straordinarietà del
suo vincitore, l’esile soldato della Guardia Imperiale etiope
Abebe Bikila.
Il maratoneta africano arriva a Roma da sconosciuto e stupisce
tutti correndo a piedi scalzi. Dopo una trentina di km nessuno
è più in grado di reggere il suo ritmo e così Bikila se ne
va volando a piedi nudi sulle pietre dell’Appia Antica per
passare sotto l’Arco di Costantino con il nuovo record del
mondo. Si parla di sport finalmente, dopo qualche edizione
dominata da tragici eventi. Qualche problema non manca: la
repubblica Cinese, per esempio, è sempre in polemica per la
partecipazione di Taiwan, la nazione guidata da Chiank Kai
Shek. Durante la sfilata degli atleti i cinesi di Mao espongono
così al posto della loro bandiera un cartello con la scritta
"under protest", in protesta. In compenso accorrono in massa
le nazioni dell’Africa nera e anche quelle dell’area mediterranea
liberate dal colonialismo. Anche la cerimonia d’apertura offre
grandi emozioni con l’eterno discobolo Adolfo Consolini che
legge il giuramento degli atleti con voce tremolante, mentre
ad aprire ufficialmente i Giochi è il Presidente della Repubblica
Giovanni Gronchi. A presiedere il Comitato organizzatore è
invece un giovane politico democristiano, Giulio Andreotti
dopo che De Coubertin,
organizzatore delle prime edizioni, laveva decantata
come nuova Grecia e indicata inutilmente più volte. Complessivamente
le nazioni intervenute furono 83 e fu lultima volta
del Sud Africa, escluso per protesta contro la discriminazione
razziale che stava coinvolgendo anche lo sport. Le nazioni
che parteciparono furono:
URSS - USA - GERMANIA - ITALIA - AUSTRALIA - UNGHERIA -
GRAN BRETAGNA - POLONIA - GIAPPONE - ROMANIA - TURCHIA -
CECOSLOVACCHIA - BULGARIA - DANIMARCA - SVEZIA - SVIZZERA
- FINLANDIA - FRANCIA - BELGIO - IRAN - NUOVA ZELANDA -
OLANDA - SUD AFRICA - AUSTRIA - JUGOSLAVIA - PAKISTAN -
ARGENTINA - RAU - ANTILLE - BRASILE - GRECIA - ETIOPIA -
NORVEGIA - CANADA - GHANA - INDIA - MAROCCO - PORTOGALLO
- SINGAPORE - TAIWAN - IRAQ - MESSICO - SPAGNA - VENEZUELA.
Lorganizzazione risultò perfetta e gli atleti furono
5348 (di cui 610 donne) che si sfidano nei diciannove sport
in programma:
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Atletica leggera (Maschile/Femminile)
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Calcio
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Canoa (Maschile/Femminile)
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Canottaggio
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Ciclismo
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Equitazione
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Ginnastica (Maschile/Femminile)
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Hockey su prato
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Lotta Greco/Romana
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Lotta libera
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Nuoto (Maschile/Femminile)
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Pallacanestro
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Pentathlon moderno
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Pugilato
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Scherma (Maschile/Femminile)
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Sollevamento pesi
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Tiro a segno
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Tiro a volo
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Vela
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Bellissimo ed emozionante il successo di Livio Berruti
che riuscì sotto lo sguardo e lo stupore di tutti a dominare
e vincere nei 200 metri, battendo e lasciando senza parole,
o meglio senza possibilità di vittoria, i blasonati campioni
Statunitensi. Nellambito dei Giochi, Roma organizza
la maratona al di fuori dello stadio, con partenza dal Campidoglio
e arrivo sotto larco di Costantino dove la vittoria
è assegnata ad Abebe Bikila, etiope che
corre a piedi nudi. Donne di rilievo dellepoca furono
Wilma Rudolph , "la gazzella nera" che vinse ogni
gara di velocità e Larissa Latynina schermitrice. Nella
categoria ginnastica la squadra più forte si dimostrò lUnione
Sovietica che riuscì ad imporsi con gran vantaggio anche
nel sollevamento pesi con Juri Vlassov, soprannominato "Ercole
di Roma", con un sollevamento in tre riprese di oltre
537 chili, mentre nella boxe si fecero notare due atleti
che si ricordano ancora oggi come grandi dello sport,
Nino
Benvenuti e Cassius
Clay. LItalia porta a casa 36 medaglie posizionandosi
al 4° posto della classifica generale.

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