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Con l’edizione canadese di Montreal
’76 inizia un trittico di Olimpiadi dominate dalla politica
e dai boicottaggi. Questi, in particolare, sono Giochi in
cui alla vigilia si susseguono polemiche, annunci di ritiri,
scioperi e tutto si completa poi con un’indispensabile ma
oppressiva azione di controllo militare per scongiurare il
pericolo di nuovi attentati. Il risultato è che, nonostante
le imprese di alcuni memorabili campioni, questi giochi risultano
tesi e condizionati da fatti esterni. All’inizio è una serie
di scioperi a mettere in ginocchio l’organizzazione, tanto
che i costi finali saliranno alle stelle per via del massiccio
impiego di lavoro straordinario. La prima grana politica la
solleva Taiwan, che pretende di iscriversi con il nome di
Republic of China scatenando le ire della Cina Popolare (che
si è allontanata dal CIO) e del Canada padrone di casa che
è tra i principali partner economici dei cinesi. Dopo un lungo
tira e molla che coinvolge gli americani (che minacciano un
boicottaggio) a difesa di Taiwan e la debole mediazione del
CIO, la delegazione Taiwanese deve rimanere a casa. E’ un
segno di quanto siano lontani gli ideali di fratellanza che
invece i Giochi vorrebbero veicolare, e il peggio deve ancora
venire. La Tanzania avanza una proposta ufficiale al CIO per
l’esclusione della Nuova Zelanda che ha disputato degli incontri
di rugby con la propria nazionale, i famosi All Blacks, in
Sudafrica, paese escluso dai Giochi per la sua politica di
apartheid. La Tanzania trova l’appoggio della stragrande maggioranza
degli stati africani ma non del CIO che respinge il caso e
accoglie i neozelandesi ai Giochi. La replica è durissima:
durante la sfilata degli atleti che apre i Giochi ci si rende
conto che mancano quasi tutti gli stati africani, che nella
notte hanno deciso per un boicottaggio di massa per protesta.
Decidono di partecipare invece Senegal e Costa d’Avorio, ma
di fatto nasce un’Olimpiade a cui manca un cerchio, quello
africano. Restano a casa tanti talenti, primo fra tutti il
fenomeno degli ostacoli, l’ugandese Akii-Bua, ma è tutto il
movimento olimpico a uscirne gravemente segnato. Si cerca
comunque di parlare di sport: sul piano agonistico Montreal
segna una nuova avanzata del gentil sesso, cui sono aperte
nuove gare come pallacanestro e pallamano, ma è soprattutto
una ragazzina a catalizzare grandi attenzioni da parte dell'opinione
pubblica. Si tratta di Nadia
Comaneci (Romania, ginnastica): nella gara delle parallele
asimmetriche ottiene il primo 10.0 (il punteggio massimo)
mai assegnato alle Olimpiadi. In totale, vince 3 ori, 1 argento,
1 bronzo. Klaus
Dibiasi (Italia, tuffi): diventa il primo (e finora unico)
tuffatore a vincere tre ori consecutivi nella piattaforma
da 10 metri. Alberto Juantorena (Cuba, atletica leggera):
è il primo uomo a fare la doppietta 400 metri - 800 metri
nella stessa Olimpiade. Viktor Saneyev (URSS ora Georgia,
atletica leggera): vince per la terza Olimpiade consecutiva
l'oro nel salto triplo. Lasse Virén (Finlandia, atletica leggera):
l'erede di Paavo
Nurmi bissa il doppio oro sui 5000 m e 10000 metri, che
già aveva vinto alle precedenti Olimpiadi. I disastrosi
fatti della precedente edizione di Monaco
di Baviera porta gli organizzatori dellOlimpiade
di Montreal (17 Luglio - 1° Agosto) a creare una linea
di difesa e controllo intorno agli atleti e ai luoghi da loro
frequentati. Si teme molto un nuovo assedio ma, fortunatamente
non accade nulla di spiacevole. Il numero delle nazioni partecipanti
cala notevolmente, fino a 92 partecipanti contro le 121 della
precedente edizione, tra i quali:
URSS - USA - GERMANIA EST - GERMANIA OVEST - ROMANIA -
POLONIA - GIAPPONE - BULGARIA - UNGHERIA - CUBA - GRAN BRETAGNA
- ITALIA - CANADA - FRANCIA - JUGOSLAVIA - CECOSLOVACCHIA
- FINLANDIA - COREA DEL SUD - BELGIO - SVEZIA - OLANDA -
AUSTRALIA - NUOVA - ZELANDA - SVIZZERA - DANIMARCA - COREA
DEL NORD - GIAMAICA - NORVEGIA - MESSICO - PORTOGALLO -
SPAGNA - IRAN - BRASILE - TRINIDAD - MONGOLIA - VENEZUELA
- AUSTRIA - BERMUDA - PAKISTAN - PORTORICO - TAILANDIA.
Per la prima volta sono ammesse le donne al canottaggio,
alla pallamano e pallacanestro. Il numero degli atleti è
6028 di cui 1247 donne impegnati nelle diverse discipline,
23 in tutto, di cui:
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Atletica leggera (Maschile/Femminile)
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Calcio
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Canoa (Maschile/Femminile)
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Canottaggio (Maschile/Femminile)
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Ciclismo
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Equitazione
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Ginnastica (Maschile/Femminile)
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Hockey su prato
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Judò
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Lotta Greco/Romana
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Lotta libera
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Nuoto (Maschile/Femminile)
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Pallacanestro (Maschile/Femminile)
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Pallamano (Maschile/Femminile)
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Pallavolo (Maschile/Femminile)
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Pentathlon moderno
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Pugilato
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Scherma (Maschile/Femminile)
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Sollevamento pesi
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Tiro a segno
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Tiro a volo
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Tiro con l'arco
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Vela
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Vista la mancata partecipazione da parte di quasi tutti
i paesi africani, non ci sono stati impressionanti risultati
nelle gare di fondo e mezzofondo anche se ogni olimpiade
ha i suoi protagonisti e le sue storie caratteristiche.
Ancora una volta, le protagoniste principali sono donne,
e in particolare si parla della sovietica Uliana Semjonova,
una cestista che verrà nominata molto per la sua enorme
altezza, ben 218 centimetri per 127 Kg. di peso, una gigante
della pallacanestro. Oltre alla sovietica desta molto interesse,
sia da parte degli sportivi che dal pubblico, la già
citata ginnasta rumena Nadia Camaneci, definita
la "Liana vivente" per la sua completa agilità
e la sua perfezione nei movimenti, per non parlare poi della
nuotatrice Kornelia Ender che in questa edizione riesce
a superare due record olimpici nei 100 farfalla e i 200
stile libero, conquistando due ori. Tra gli uomini primeggiano
Lassen Viren, finlandese che si aggiudica i 10000 metri
per la seconda volta, Klaus Dibiasi, azzurro,
che conclude splendidamente la sua carriera nelle gare su
piattaforma e Fabio Dal Zotto che dopo anni di insuccessi
riporta la medaglia doro del fioretto nelle mani dellItalia.

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