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Tutti i giochi Olimpici
E’ finita l’Olimpiade tenutasi nei luoghi storici della prima edizione, quella dell’eccesso di sicurezza, degli scrupolosi controlli anti-doping, del duello a suon di medaglie tra Stati Uniti, Cina e Russia, quella dei trionfi azzurri, dei pianti di gioia o delle lacrime di rabbia. Con la cerimonia di chiusura, è calato un sipario fatto di tante belle bandiere di molte le nazioni, pronto a riaprirsi a Pechino, tra quattro anni. Alla fine, bagno di folla per tutti, specialmente per Jacques Rogge, paladino dello sport pulito: "Questi sono stati i giochi dove è diventato sempre più difficile ingannare. E dove gli atleti puliti sono stati protetti". "D’accordo con la tradizione, dichiaro che questa ventottesima edizione dei giochi è conclusa e chiamo a raccolta i giovani di tutto il mondo per festeggiare i prossimi giochi, quelli di Pechino". Il commiato, ovviamente è spettato a lui dopo una cerimonia di chiusura bella, come quella inaugurale, dove a farla da padrona sono stati gli elementi: la terra, il fuoco, il mare ed il cielo. La fiaccola olimpica è stata spenta, lentamente, in maniera emozionante. La magia dei giochi è anche questa. La festa ha esaltato i simboli sacri ad ogni cultura: l'acqua, il fuoco, la pace. Praticare sport significa dunque impegnarsi in un continuo miglioramento, misurarsi con sé stessi per superare i propri limiti, lottare per spostare più in là ciò che ci è naturalmente precluso. Lo sport, educazione alla vita, esige chiarezza perchè possa fungere da modello: rifiutate il doping, ha sottolineato con grande energia il presidente del CIO, Jacques Rogge, rivolgendosi agli atleti. Al di là dello spettacolo e delle emozioni quali l'accensione della fiamma olimpica da parte di Nikos Kaklamanakis, campione olimpico nel windsurf ad Atlanta 1996, il cuore dell'evento è stato il corteo olimpico degli oltre diecimila partecipanti appartenenti a duecentodue paesi. Il mondo è sfilato al cospetto della storia ed ha trovato la forza di sorridere e di salutare anche là dove sono palesi le violazioni dei diritti umani, le discriminazioni razziali, i fanatismi religiosi. Gli atleti sono stati uno spettacolo nello spettacolo: la spontaneità dei giovani protagonisti dei Giochi ha simpaticamente rotto il protocollo ma anche questo ha contribuito a sottolineare il grandioso inno alla persona umana che è stato ieri sera cantato. Gli atleti hanno sfilato fotografando e riprendendo con videocamere il pubblico: il vero protagonista della festa è stato davvero l'essere umano, nella sua molteplicità di opinioni, costumi, fedi religiose, tradizioni e miti. Eventi come i Giochi olimpici e come la cerimonia di ieri sera sono salutari perchè insegnano, con l'eloquenza delle immagini, che nell'accettazione delle differenze c'è vera crescita personale e miglioramento culturale. Anche in questa edizione le nazioni partecipanti sono numerosissime (202) di cui:

STATI UNITI - CINA - RUSSIA - AUSTRALIA - GIAPPONE - GERMANIA - FRANCIA - ITALIA - COREA DEL SUD - GRAN BRETAGNA - CUBA - UCRAINA - UNGHERIA - ROMANIA - GRECIA - NORVEGIA - OLANDA - BRASILE - SVEZIA - SPAGNA - CANADA - TURCHIA - POLONIA - NUOVA ZELANDA - THAILANDIA - BIELORUSSIA - AUSTRIA - ETIOPIA - BULGARIA - IRAN - SLOVACCHIA - TAIWAN - GEORGIA - GIAMAICA - UZBEKISTAN - MAROCCO - DANIMARCA - ARGENTINA - CILE - KAZAKIHSTAN - KENYA - REPUBBLICA CECA - SUD AFRICA - CROAZIA - LITUANIA - EGITTO - SVIZZERA - INDONESIA - ZIMBABWE - AZEBAIJAN - BELGIO - BAHAMAS - ISRAELE - CAMERUN - EMIRATI ARABI UNITI - IRLANDA - REP. DOMINICANA - COREA DEL NORD - LETTONIA - MESSICO - PORTOGALLO - FINLANDIA - SERBIA E MONTENEGRO - SLOVENIA - ESTONIA - HONG KONG - INDIA - PARAGUAY - NIGERIA - VENEZUELA - COLOMBIA - ERITREA - MONGOLIA - SIRIA - TRINIDAD E TOBAGO.

I partecipanti sono 10.500, di cui 6.342 uomini e 4158 donne, i quali si sono cimentati nelle seguenti discipline:

Atletica leggera
Badminton
Baseball
Basket
Beach volley
Pugilato
Calcio
Canoa/Kayak - Slalom
Canoa/kayak - Sprint
Canottaggio
Ciclismo su pista
Ciclismo su strada
Equitazione
Ginnastica artistica
Ginnastica ritmica
Hockey
Judo
Lotta
Mountain bike
Nuoto
Nuoto sincronizzato
Pallamano
Pallanuoto
Pentathlon moderno
Scherma
Softball
Sollevamento pesi
Taekwondo
Tennis
Tennis tavolo
Tiro a segno
Tiro a volo
Tiro con l'arco
Triathlon
Tuffi
Vela
Volley
 
I ventottesimi Giochi Olimpici consacrano molti nuovi campioni come il cinese Liu Xiang che ha dominato la finale dei 110 metri ostacoli regalando alla Cina la prima medaglia d'oro nella specialità e eguagliando con 12"91 il record del mondo. "La medaglia d'oro è giunta inaspettata, come il record del mondo" ha confessato l'olimpionico cinese che prima della gara considerava un ottimo risultato salire sul podio. Xiang guarda già a Pechino 2008 dove giungerà nel pieno delle forze e della maturità atletica. L'olimpionico cinese, approdato alla corsa ad ostacoli dopo aver iniziato con il salto in alto, ha voluto sottolineare l'importanza del risultato ottenuto: "Questo risultato cambia l'opinione che gli atleti dei paesi asiatici non possano ottenere buoni risultati nella corsa. Io voglio provare al mondo che gli Asiatici possono correre molto velocemente!" ha concluso l'olimpionico. Il polacco Korzeniowski entra nella leggenda della 50 km marcia: da Atlanta 1996 è assoluto dominatore della specialità. Tre allori olimpici consecutivi a cui si aggiunge il titolo olimpico nella marcia 20 km conquistato a Sydney 2000; quattro medaglie d'oro che rendono l'olimpionico polacco una figura di prima grandezza nella marcia che ha annunciato il suo ritiro dalle competizioni di alto livello dopo 21 trascorsi nello sport, di cui 15 da assoluto protagonista. "Qualche tempo fa ho fatto un sogno: arrampicarmi sull'Acropoli con una medaglia" e la promessa è stata mantenuta. Nei giochi di squadra la nazionale australiana maschile di Hockey, battendo l'Olanda per 2-1 ha regalato alla propria nazione la diciassettesima medaglia d'oro. L'Australia ha così superato il numero di medaglie d'oro vinto a Sydney 2000. La Francia, tra le tante, ha ottenuto una medaglia d'oro storica: Laure Manaudou, diciassette anni, è la prima olimpionica francese nella sua disciplina, i 400 metri stile libero. "Laure ora è la Kournikova del nuoto, non ha ancora vinto nulla di eclatante ma farà presto parlare di sé" aveva dichiarato al raduno pre-olimpico di Aix-les-Bains il suo allenatore Philippe Lucas ed ecco che il pronostico ha avuto sapore di profezia. Grande rivincita di Ian Thorpe nei 200 metri stile libero: quattro anni sono lunghi da passare ma se si ha un obbiettivo olimpico l'attenzione resta alta e così è stato per il campione australiano. A Sydney 2000 l'olandese Van den Hoogenband aveva strappato l'oro a Thorpe che ieri lo ha ripagato di egual moneta: l'atleta australiano in finale regola sia Van den Hoogenband che lo statunitense Michael Phelps e coglie il quinto oro olimpico della carriera, diventando il nuotatore australiano con il maggior numero di successi nei Giochi. Due medaglie nello stesso giorno per la ginnasta rumena Catalina Ponor che trionfa nella trave e nel corpo libero. "Sono molto felice: è un sogno che si avvera" ha dichiarato la ginnasta rumena. Octavian Belu, allenatore della squadra femminile rumena di ginnastica ha dichiarato la propria piena soddisfazione per i brillanti risultati del team che ha conquistato quattro medaglie d'oro su sei disponibili ed ha lodato sia Catalina Ponor che la sorpresa Daniela Sofronie: "Io credo che questa generazione sia la nuova speranza per il futuro" ha dichiarato l'allenatore. Assoluto dominio statunitense nel softball femminile: la medaglia d'oro conquistata ieri dalla squadra USA nella finale vinta contro l'Australia per 5-1 sancisce lo strapotere delle americane che da quando il softball femminile è stata introdotto nei Giochi olimpici, ad Atlanta 1996, hanno sempre vinto. Le statunitensi, giunte alla settantanovesima vittoria consecutiva hanno messo a segno cinquantuno punti in tutto il torneo cedendone uno solo appunto all'Australia in finale. Grande impresa del marocchino Hicham El Guerrouj che dopo aver vinto nei 1500 metri, ha conquistato la medaglia d'oro anche nei 5000 metri con il tempo di 13'14''39. "Ho sempre sognato di essere un campione olimpico ed ora lo sono diventato addirittura due volte. E' fantastico!" è quanto ha ammesso raggiante il campione del Marocco che ha compiuto un'impresa che l'atletica non celebrava da Parigi 1924: un unico atleta ad affermarsi nelle due discipline. In quell'occasione fu il finlandese Paavo Nurmi a vincere in entrambe le specialità e ad un'ora di distanza l'una dall'altra. "E' stato un grande, una leggenda" ha dichiarato El Guerrouj a proposito di Nurmi "Ai suoi tempi ha scritto la storia di questo sport ma anche la nostra generazione è molto forte: le cose sono cambiate e atleti come Bekele, Kipchoge e Gebrselassie sono veramente grandi" ha concluso l'olimpionico marocchino che ha voluto ricordare un particolare: "Quattro anni fa piangevo come un bambino alla conferenza stampa. Ora sono felice come un bambino. Se Dio lo vorrà, il futuro sarà come oggi". La britannica Kelly Holmes entra nell'Olimpo del mezzofondo femminile: olimpionica nei 800 metri, ieri ha conquistato la medaglia d'oro anche nei 1500 metri, realizzando un'impresa finora riuscita solo alla sovietica Tatyana Kazankina a Montreal 1976 e alla russa Svetlana Masterkova a Atlanta 1996. "I Giochi olimpici sono il massimo per un atleta: vincere era il mio sogno e si è realizzato!" ha dichiarato la commossa trentaquattrenne del Kent che ha avuto parole di elogio e ringraziamento per i suoi colleghi. Più che ottenere un record, era l'oro l'obbiettivo dell'olimpionica britannica: "Ora o mai più mi sono detta, perchè i 1500 metri rappresentano molto per me. Era la possibilità della mia vita e l'ho sfruttata" ha concluso la Holmes dopo aver ringraziato l'allenatore Margo Jennings. Gli USA conquistano l'ennesimo alloro olimpico nella staffetta 4x400, specialità monopolizzata dallo sport statunitense. Da quando la staffetta 4x400 è specialità olimpica, cioè da Londra 1908, gli atleti americani hanno perso solo tre volte: a Anversa 1920 quando finirono quarti, a Berlino 1936 dove arrivarono secondi e a Helsinki 1952 sempre secondi. A Monaco 1972 non gareggiarono perchè due atleti vennero espulsi per comportamento scorretto sul podio e a Mosca 1980 non gareggiarono per via del boicottaggio. La vittoria di Dwight Phillips nel salto in lungo con la misura di 8.59 riporta negli USA il titolo olimpico in una specialità che è quasi sempre stata appannaggio dell'atletica a stelle e strisce consolidando il proprio dominio con la tripletta messa a segno nei 200 metri maschili dove Shawn Crawford, Bernard Williams e Justin Gatlin occupano il podio. E' la sesta tripletta che gli USA mettono a segno nella disciplina, presente ai Giochi da Parigi 1900. L'Egitto torna sul podio olimpico dopo Los Angeles 1984: Karam Ibrahim vince nella Lotta greco-romana 96 kg. mentre Tamer Bayoumi è medaglia di bronzo nel Taekwondo 58 kg. Nella vela, storica affermazione dei brasiliani Torben Grael e Marcelo Ferreira nella classe Star che con una regata d'anticipo conquistano la medaglia d'oro. L'olimpionico Grael è così il primo velista a vincere cinque medaglie in cinque edizioni differenti dei Giochi olimpici: argento a Los Angeles 1984, bronzo a Seoul 1988, oro ad Atlanta 1996, bronzo a Sydney 2000 e oro ad Atene 2004. "La Vela non è una professione per me, ma una passione. Quindi non ho bisogno alcuna motivazione" ha risposto Grael a chi gli chiedeva quali stimoli dovesse trovare per migliorare ancora sé stesso ed ha poi aggiunto: "Chi pratica oggi la vela a livello agonistico è certamente più giovane di me e può sopportare meglio la fatica degli allenamenti ma il successo olimpico dipende ancora dall'esperienza e dall'elasticità mentale degli atleti: alla fine è importante saper governare bene la barca" ha dichiarato il quarantaquattrenne olimpionico. Continua intanto il dominio del Kenya nei 3000 metri siepi uomini, dove atleti kenyoti conquistano il titolo olimpico da Los Angeles 1984 senza soluzione di continuità. Ezekiel Kemboi, nuovo campione olimpionico, mantiene fede a questa tradizione e con il secondo posto del connazionale Brimin Kipruto e del connazionale la medaglia di bronzo di Paul Kipsiele Koech consegna al Kenya una fantastica tripletta, la quarta tripletta di sempre nella disciplina, la seconda del Kenya dopo Barcellona 1992. Le altre due nazioni capaci di tanto furono la Finlandia ad Amsterdam 1928 e la Svezia a Londra 1948. Hicham El Guerrouj ha finalmente coronato il sogno di una vita affermandosi nei 1500 metri dopo aver vinto tutto quello che c'era da vincere nelle competizioni internazionali. Il pluricampione del mondo aveva un conto aperto con i Giochi olimpici: ad Atlanta 1996, nella volata finale, cadde rovinosamente in seguito ad un contatto con Noureddine Morceli mentre a Sydney 2000 dovette accontentarsi della medaglia d'argento mentre olimpionico divenne il kenyota Noah Ngeny. Ora finalmente il debito è stato saldato. Tonique Williams Darling, olimpionica nei 400 metri è la prima medaglia d'oro individuale conquistata dal suo paese, le Bahamas, ai Giochi olimpici ma la giornata di ieri ha visto anche due nuovi record: il ceco Roman Sebrle nel decathlon ha stabilito con 8893 punti il nuovo record; la russa Irina Isinbayeva, vincitrice nel salto con l'asta, ha realizzato il nuovo record del mondo saltando a 4,91 metri. "Dopo aver seguito la mia gara in diretta la gente ha cominciato a far festa in Israele. Come dimenticare poi il raggiante Gal Freidman: "è la prima medaglia d'oro di Israele nei Giochi olimpici dell'era moderna, conquistata nella vela, classe mistral. E' un sogno che si realizza per la mia nazione e dimostra che stiamo facendo progressi nello sport. Desidero che il mondo veda tutto ciò". Fridman, campione del mondo nel 2002 e terzo l'anno successivo, ha vinto la medaglia di bronzo a Atlanta 1996 mentre non ha partecipato a Sydney 2000. Fridman non può non ricordare le vittime di Monaco 1972: "La loro memoria è sempre nei nostri cuori: alla vigilia di ogni Olimpiade rendiamo loro omaggio" ha sottolineato l'atleta israeliano che ha dedicato la sua medaglia agli atleti suoi connazionali caduti in quella strage. E infine lui: Stefano Baldini, l'eroe di Maratona, che grazie alla sua impresa ha regalato all'Italia emozioni irripetibili e insperate. Nella gara più affascinante, sul percorso degli antichi eroi greci, è stato capace di conquistare un titolo che agli azzurri mancava da Seoul 1988 quando Gelindo Bordin, con una appassionante rimonta, tagliò per primo il traguardo olimpico nella maratona. Un grazie dalla redazione di www.olimpiadi.it per averci seguito così in tanti ed un arrivederci a Beijing 2008.

 

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