In questa edizione, oltre ai fatti drammatici
quali
la
protesta Tibetana e la guerra tra Russia e Georgia,
rimarranno impressi nella memoria di noi tutti tre atleti
simbolo che lasceranno per sempre la loro impronta sui giochi
olimpici:
Usain
Bolt,
Michael
Phelps,
Yelena
Isinbayeva. Cominciamo dal primo: diciannove secondi
di meravigliosa estasi. Novantamila persone dentro uno stadio
che attendeva magie, correvano con lui, sospiro trattenuto,
qualcuno a urlare: non fermarti! Non fermarti! Non fare
il matto! «Ho scosso la mente del mondo». Ha detto subito
dopo.
Usain
Bolt, nella finale dei 200 metri, si è impossessato
dell'aura degli immortali. Quella corsa è stato il rombare
di una fuoriserie, le braccia sembravano stantuffi, il corpo
perfettamente equilibrato anche sulla curva, nonostante
gambe lunghe che avrebbero dovuto gettarlo fuori. Invece
si è sparato come una palla di cannone sul rettilineo. La
sua corsa diceva: prendimi se ci riesci! Gli altri vedevano
la schiena, la Tv mostrava la faccia. Quel ragazzone solitamente
sorridente era nascosto dietro la maschera che finalmente
esprimeva sofferenza, tensione, aggressività. «Mi sentivo
come uno che sta nuotando nell’oceano e dice a se stesso:
non morire, non morire». Non poteva morire il sogno suo
e quello di chi lo stava amando in quel momento: il mondo
era la sua casa, lo stadio il tappeto volante. E quando
il tabellone luminoso ha stampato il tempo, 19”31, poi corretto
in 19”30, lo stupore è diventato felicità. Felicità di tutti:
Bolt, la gente, i suoi avversari che gli sono saltati addosso,
lo hanno baciato, volevano prenderlo in spalla. Ha lasciato
il secondo (Shawn Crawford) a sette metri di distanza, correndo
a 37,305 all’ora di media, ha rifilato il distacco più alto
di tutta la storia, è diventato l’unico uomo a frantumare
nella stessa Olimpiade i record di 100, 200 metri e staffetta
4x100. Si è fatto amare come un eroe da film. Solita storia
nei 100 metri: spezza l'aria del Nido d'uccello volando
sulla pista in 9"69. Un marziano di un'altro pianeta! Ma
non solo lui ha stupito a questa olimpiade. Affonda nell'acqua
e riemerge vincitore l'americano
Michael
Phelps farfalla in vasca e leggenda sul podio con gli
otto ori lasciando indietri
il
mito Mark Spritz con "solo" sette medaglie
conquistate a
Monaco '72.
L'americano di Baltimora, 23 anni ed una faccia da bravo
ragazzo, ha strabiliando il pianeta, e sempre battendo il
relativo record mondiale: 400 misti, 4x100 sl, 200 sl, 200
farfalla, 4x200 sl, 200 misti, 100 farfalla, 4x100 misti.
In una parola: mostruoso.
Yelena
Isinbayeva, a sua volta, non ha fallito la prova dell'anno,
la "zarina" di Russia a fatto il record del mondo nel salto
con l'asta, 5,05 metri al terzo tentativo. La Isinbayeva
ha bissato del tutto le Olimpiadi di Atene dove li vinse
l'oro e realizzò il record mondiale della specialità e ora
si è ripetuta a Pechino. Il gradino più alto del
podio se l'era assicurato con la misura di 4,85, superata
facilmente al primo tentativo, mentre le altre concorrenti
avevano mollato prima. Poi è stata una lotta a due: lei
e quell'asticella lassu. La Isinbayeva si e' consultata
con il suo allenatore, il connazionale Petrov. Sentiva di
stare bene, lo aveva gia detto all'indomani del record mondiale
fatto con la misura di 5,03 durante il Golden Gala di Roma
l'11 luglio scorso, che a Pechino avrebbe cercato il nuovo
primato. Nel frattempo ci ha messo quello di Montecarlo.
Il primo tentativo è quasi riuscito, poi nella fase
di richiamo ha toccato leggermente con il braccio destro
l'asticella: questa non è caduta subito, si è
mossa solo quando l'atleta è arrivata sul materasso,
illudendo lei e i 91mila sugli spalti del National Stadium
che ce l'avesse fatta. Poi il secondo tentativo, con un
errore però più evidente rispetto al precedente.
Prima di fare il terzo tentativo ha cercato la privacy,
e come è suo solito si è avvolta e nascosta in un
telo bianco. Minuti di concentrazione, poi è venuta fuori.
Ha chiesto il sostegno del pubblico, ha chiesto l'applauso
ritmato dei 91mila e accompagnato da quello ha scalato i
5,05 metri. Record del mondo. Indimenticabile la percussione
di
Rafael
Nadal, che nella settimana in cui diventa il numero
uno dell'Atp mantiene le promesse fatte alla vigilia e tra
un diritto e un rovescio tesse la sua tela in cui restano
impigliati tutti gli altri (Federer compreso). Donne al
potere con Valentina Vezzali e Alessandra Sensini, le ragazze
vincenti dello sport italiano: fioretto e windsurf accomunati
nel segno di campionesse che non la smettono più
di stupire. Tre ori di fila ai Giochi per la jesina, quattro
podi consecutivi per la grossetana. L'età è un particolare
insignificante anche per la nuotatrice americana
Dara
Torres, argento nei 50 sl a 41 anni, e per la ciclista
francese Jeannie Longo-Ciprelli, che quasi cinquantenne
sfiora il podio nella crono. Il talento di
Lionel
Messi al servizio dell'Argentina del pallone, che vince
l'oro con estrema facilità, la corsa di
Kenenisa
Bekele che frutta al mezzofondista etiope 5000 e 10000,
la prima volta del Kenia nella maratona con
Samuel
Kamau Wansiru. Immagini toccanti come il sorriso di
Matthias
Steiner, pesista tedesco che vince l'oro e sale sul
podio con la foto di Susanna, la sua giovane moglie scomparsa
in un incidente stradale, E ancora l'abbraccio tra russi
e georgiani in ogni circostanza possibile per ricordare
che lo sport prende sempre le distanze dalle brutture della
storia. In casa Italia si devono però registrare
anche amare delusioni: in pista con il vice campione del
mondo del salto in lungo
Andrew
Howe che finisce solo 20/o con un 7,81 metri, in acqua
con il Settebello di pallanuoto che cede alla Germania e
sarà costretto a uno sprint per la conquista di un fiacco
settimo posto, sui campi di calcio con il ko per 3-2 dell'Italia
super favorita di Casiraghi contro il Belgio, non certo
la squadra più temibile del torneo e con le polemiche sull'arbitraggio
e sulla terra rossa con la coppia Flavia Pennetta e Francesca
Schiavone eliminate nei quarti del torneo di doppio femminile
di tennis. Rabbia anche nel team della scherma che finisce
con una sedia lanciata in aria e di una medaglia ritirata
e non più assegnata dopo il gesto di ieri del bronzo, ormai
ex, svedese lottatore Abrahamian che ha lanciato a terra
il trofeo per le polemiche sulla vittoria dell'azzurro Minguzzi.
Delusioni in atletica, con Tyson Gay che non riesce neanche
ad arrivare in finale e con il velocista giamaicano Powell
«scioccato» per non aver vinto nessuna medaglia. A raccontare
la giornata nera del Dream Team del ct Magro lo sguardo
senza più speranze della Trillini, 38 anni, ex campionessa
olimpica, che a Pechino aveva dato appuntamento al suo addio
alla carriera. E l'ha fatto, nel peggiore dei modi e non
per colpa sua, con una semifinale con la Russia (21-22)
finita nelle polemiche mentre il suo ct gridava «arbitri
scandalosi» e la compagna Vezzali si disperava per la sconfitta
con la Russia. La Trillini che ha deciso di non partecipare
alla semifinale con l'Ungheria, poi vinta 32-23, saluta
tutti e si prepara al prossimo affondo, stavolta senza fioretto,
il sogno di avere un figlio. Il bronzo che le colleghe le
dedicano non fa però dimenticare la bagarre scatenata da
quelle «5-6 stoccate tolte» dagli arbirti come spiega Magro,
che verrà squalificato per due mesi. Dopo l'immagine della
Vezzali rossa di rabbia, arriva quella bagnata di lacrime
dell'olimpionico Andrea Benelli, 4 anni fa oro, ieri, a
48 anni, 24esimo nel tiro a volo che si dispera. «Adesso
lascio sul serio» e quella scura di Brugnetti, quinto ai
20 km di marcia vinta dal russo
Valeriy
Borchin, che taglia corto e regala il commento poco
olimpico «mi girano le scatole». Quarto posto, nonostante
il record italiano anche nella 4X200 sl, dove Magnini, Belotti,
Brembilla e Rosolino non sono riusciti a salire sul podio.
Oro e record anche per Stephanie Rice nei 200 misti femminili.
Per le altre gare, da notare la gara della Scapin, nello
judo (70 Kg.) che prima ha sconfitto la belga Jacque al
golden score (una sorta di extratime, dove il primo che
fa un punto vince) e poi è stata sconfitta dalla cubana
Hernandez dopo soli sei secondi dall'inizio.
Anche
in questa edizione le nazioni partecipanti sono numerosissime
(204) tra cui:
Gli atleti partecipanti sono 11.128, di cui 6742 uomini
e 4386 donne, i quali si sono cimentati nelle seguenti discipline: