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L'Italia nelle Olimpiadi
Le Olimpiadi del 1928 si tennero, finalmente, ad Amsterdam. La capitale olandese aveva già presentato la sua candidatura per i Giochi del 1920 e del 1924, ma prima l'omaggio del mondo al Belgio martoriato dalla guerra, e poi l'esplicita richiesta del barone de Coubertin di affidare l'organizzazione della manifestazione a Parigi, le avevano negato la possibilità di fare il proprio esordio tra le città olimpiche. Invece, nel 1924, batté la concorrenza di Los Angeles e poté dare il via ai preparativi. La cerimonia d'apertura si tenne il 17 maggio: per la prima volta la passerella degli atleti fu guidata dalla rappresentativa greca per terminare con i membri della squadra del paese ospitante. Inoltre, il rito dell'accensione della torcia olimpica, già sperimentato quattro anni prima a Parigi, divenne ufficiale: una staffetta tra giovani greci portò la fiaccola da Atene ad Amsterdam nei mesi precedenti all'apertura della manifestazione. La Coca-Cola diventò il primo sponsor olimpico. Le Olimpiadi olandesi si svolsero in un clima abbastanza tranquillo. Gli echi di guerra erano ancora lontani, la Germania, al suo ritorno ai Giochi dopo sedici anni di assenza, era ancora una democrazia e l'economia non aveva ancora conosciuto le difficoltà che sarebbero conseguite al "Martedì nero". Ancora una volta non si presentò ai blocchi di partenza la Russia. Nonostante alcuni problemi di organizzazione (la costruzione del villaggio olimpico non venne terminato in tempo, l'Italia si arrangiò alloggiando in un piroscafo), l'edizione riscosse un buon successo di critica e pubblico. Ben 33 nazioni (su 46) ritornarono in patria con almeno una medaglia: un record, questo, che durò per 40 anni. Per la prima volta le donne vennero ammesse alle gare di atletica leggera. La prestazione dell'Italia non soddisfò appieno Benito Mussolini, che perciò estromise Lando Ferretti dalla carica di presidente del CONI. Delusero anche gli Stati Uniti che, anche a causa delle prestazioni non esaltanti nell'atletica leggera, guadagnarono meno della metà degli ori conquistati a Parigi, riducendo di almeno un terzo anche il numero delle medaglie d'argento e di bronzo L’Italia diretta da Ferretti, che per la prima volta fa gareggiare dodici ragazze nelle competizioni di ginnastica artistica, ed alla quale è stato dedicato un saluto particolare dallo scrittore Gabriele D’Annunzio, che terminava con il motto, "Ut validius ut velocior" letteralmente: "tanto validi, tanto veloci", riesce ad ottenere un quinto posto nel medagliere, ovviamente simboleggiata dalla squadra di calcio, che domina su tutte le altre quadre rappresentanti i vari paesi dell’Europa. Le dodici ragazze, denominate anche "Piccole italiane", dominano nella ginnastica, sotto la simpatia di tutti coloro che stanno seguendo i giochi, sia per la loro gran preparazione sia per la loro classica simpatia tutta italiana. Del settimo posto non è molto contento Benito Mussolini che provvide personalmente a rimproverare il dirigente Ferretti togliendogli la presidenza del CONI e assegnandola a Augusto Turati, segretario del partito fascista. Nonostante il malcontento di Mussolini, l’Italia si fa onore anche nel pugilato aggiudicandosi tre ori grazie a Vittorio Tamagnini nei pesi gallo, Carlo Orlandi nei pesi leggeri e Piero Toscani nei pesi medi. Il più applaudito dei tre rimane Orlandi, descritto come il vero pugile, grazie alle sue qualità sia nello scatto e tempismo, sia nella fantasia, coraggio, intuito e precisione. Nel particolare le medaglie vinte furono:

Oro: Giovanni Delise, Giliante D'Este, Valerio Perentin, Renato Petronio (tim.), Nicolò Vittori (Canottaggio - quattro con) Cesare Facciani, Giacomo Gaioni, Mario Lusiani, Luigi Tasselli (Ciclismo - inseguimento a squadre 4.000 metri) Vittorio Tamagnini (Pugilato - gallo) Carlo Orlandi (Pugilato - leggeri) Piero Toscani (Pugilato - medi) Giorgio Chiavacci, Giulio Gaudini, Gioacchino Guaragna, Giorgio Pessina, Ugo Pignotti, Oreste Puliti (Scherma - fioretto a squadre) Carlo Agostoni, Giulio Basletta, Marcello Bertinetti, Giancarlo Cornaggia-Medici, Renzo Minoli, Franco Riccardi (Scherma - spada a squadre).

Argento: Romeo Neri (Ginnastica - sbarra) Bianca Ambrosetti, Lavinia Gianoni, Luigina Giavotti, Virginia Giorgi, Germana Malabarba, Clara Marangoni, Luigina Perversi, Diana Pizzavini, Anna Tanzini, Carolina Tronconi, Ines Vercesi, Rita Vittadini (Ginnastica - concorso generale a squadre donne) Renato Anselmi, Bino Bini, Gustavo Marzi, Oreste Puliti, Emilio Salafia, Giulio Sarrocchi (Scherma - sciabola a squadre) Pierino Gabetti (Sollevamento pesi - piuma) Carlo Galimberti (Sollevamento pesi - medi).

Bronzo: Umberto Bonadè, Pietro Freschi, Paolo Gennari, Cesare Rossi (Canottaggio - quattro senza) Adolfo Baloncieri, Elvio Banchero, Delfo Bellini, Fulvio Bernardini, Umberto Caligaris, Giampiero Combi, Giovanni De Prà, Pietro Genovesi, Antonio Janni, Virgilio Felice Levratto, Mario Magnozzi, Silvio Pietroboni, Alfredo Pitto, Enrico Rivolta, Virginio Rosetta, Gino Rossetti, Angelo Schiavio, Valentino Degani, Piero Pastore, Attilio Ferraris IV, Felice Gasperi, A. Viviano ( Calcio ) Giovanni Gozzi (Lotta - greco-romana gallo) Girolamo Quaglia (Lotta - greco-romana piuma) Carlo Cavagnoli (Pugilato - mosca) Giulio Gaudini (Scherma - fioretto individuale) Bino Bini (Scherma - sciabola individuale).

 

 

MEDAGLIE
Oro
Argento
Bronzo
       
Totale: 19
7
5
7