|
 |
La decisione dello svolgimento dei Giochi
Olimpici a Berlino venne presa il 13 maggio 1931, ma quando
Hitler venne nominato Cancelliere molte furono le richieste
di spostare altrove le Olimpiadi; nonostante ciò il Comitato
Olimpico Internazionale fu irremovibile. Lo stesso "Führer",
inizialmente, non fu per nulla soddisfatto di ospitare quello
che definì un "indegno festival organizzato dagli ebrei".
Il ministro della propaganda Joseph Goebbels, però, gli fece
notare come i Giochi fossero l'occasione ideale per mostrare
al mondo intero la potenza germanica e la superiorità degli
atleti di razza ariana. Il presidente Franklin Delano Roosevelt
chiese più volte uno spostamento di sede, ma le sue richieste
non furono accolte. La Spagna, indignata per l'esclusione
di Barcellona (ultima città rimasta in lizza), non inviò i
suoi atleti e organizzò addirittura un'Olimpiade Popolare
alternativa, in seguito cancellata a causa dello scoppio della
guerra civile. Le polemiche si placarono quando il Cancelliere
permise anche ad alcuni atleti ebrei di far parte della compagine
tedesca e decise di non recitare alcun discorso durante la
memorabile cerimonia d'apertura, il 2 agosto 1936. Per celebrare
la pretesa superiorità della "razza ariana", Hitler non badò
a spese: 25 innovativi maxi-schermi furono installati in diversi
punti di Berlino, affinché anche la gente comune tedesca potesse
ammirare le imprese dei suoi atleti; lo stadio e la piscina
furono ampliati e gli atleti poterono godere di uno sfarzoso
villaggio olimpico. Tutto questo portò a un'Olimpiade organizzata
perfettamente e, mai come prima, i giochi coinvolsero il pubblico:
furono venduti oltre quattro milioni di biglietti. L'occasione
venne celebrata dal film Olympia della famosa regista Leni
Riefenstahl che rimane probabilmente il più importante film
sul tema mai girato. Nonostante un dominio della Germania
(che non salì sul podio solo nel calcio, nel polo e nel basket),
si registrarono alcune delusioni, come nella maratona, dove
due coreani, allora "sudditi" dell'imperialista Giappone vinsero
oro e bronzo, e nel calcio la vittoria della Nazionale italiana
(che già aveva vinto la Coppa del Mondo nel 1934) fu abbastanza
sorprendente. Ma il Führer poté definirsi fortunato in quanto
l'atleta tedesco e comunista Werner Seelenbinder arrivò solamente
quarto nella gara di lotta greco-romana: egli aveva promesso
un plateale gesto di dissenso nei confronti del Cancelliere
tedesco in caso di vittoria. Alle Olimpiadi per la prima volta
fu introdotto il basket, mentre la pallamano fa una sua fugace
apparizione, visto che venne tempestivamente cancellata dal
lotto degli sport olimpici. Questa è un'edizione dove
lItalia non è da sottovalutare, infatti si aggiudica
gran parte delle medaglie in palio, nelle gare di scherma
si conferma finalmente campione mondiale, nel calcio con a
capo Vittorio Pozzo e con i giocatori Foni, Negro, Baldo,
Rava, Locatelli, e Frossi autore del gol che segna la grande
e tanto desiderata vittoria. Ottiene complessivamente 22 medaglie
classificandosi al terzo posto della classifica generale delle
Nazioni. Per la prima volta una ragazza italiana ottiene loro
negli 80 metri a ostacoli, Trebisonda Valla, soprannominata
"Ondina", che batte con facilità le altre atlete,
mentre avvengono problemi nellidentificazione delle
altre due vincenti. Prima di questa edizione gli atleti delle
varie specialità sono chiamati in ritiro nei luoghi destinati
per i preparativi (a Pratolino per latletica, a Como
per la Ginnastica, a Pontepetri per la Scherma, a Senigallia
per i Pugili, a Castelgandolfo per il ciclismo, e a Merano
per il Calcio), dove sono sottoposti ad allenamenti molto
duri che danno buoni risultati. Nel particolare le medaglie
vinte furono:
Oro: Trebisonda
Valla (Atletica - 80 metri ostacoli) Giuseppe Baldo,
Sergio Bertoni, Carlo Biagi, Giulio Cappelli, Alfredo Foni,
Annibale Frossi, Francesco Gabriotti, Ugo Locatelli, Libero
Marchini, Alfonso Negro, Achille Piccini, Pietro Rava, Luigi
Scarabello, Bruno Venturini (Calcio) Ulderico Sergo (Pugilato
- gallo) Giulio Gaudini (Scherma - fioretto individuale)
Giorgio Bocchino, Manlio Di Rosa, Giulio Gaudini, Gioacchino
Guaragna, Gustavo Marzi, Ciro Verratti (Scherma - fioretto
a squadre) Franco Riccardi (Scherma - spada individuale)
Giancarlo Brusati, Giancarlo Cornaggia-Medici, Edoardo Mangiarotti,
Alfredo Pezzana, Saverio Ragno, Franco Riccardi (Scherma
- spada a squadre) Bruno Bianchi, Luigi De Manincor, Domenico
Mordini, Enrico Massimo Poggi, Luigi Mino Poggi, Giovanni
Leone Reggio (Vela - classe interna 8 metri).
Argento: Mario Lanzi (Atletica - 800 metri) Gianni
Caldana, Tullio Gonnelli, Orazio Mariani, Elio Ragni (Atletica
- staffetta 4 x 100 metri) Bianco Bianchi, Mario Gentili,
Armando Latini, Severino Rigoni (Ciclismo - inseguimento
a squadre 4.000 metri) Almiro Bergamo, Luciani Negrini (tim.)
Guido Santin (Canottaggio - due con) Dino Barsotti, Enzo
Bartolini, Mario Checcacci, Guglielmo Del Bimbo, Enrico
Garzelli, Oreste Grossi, Cesare Milani (tim.) Ottorino Quaglierini,
Dante Secchi. Equipaggio chiamato degli "Scarronzoni" (Canottaggio
- otto) Gavino Matta (Pugilato - mosca) Saverio Ragno (Scherma
- spada individuale) Gustavo Marzi (Scherma - sciabola individuale)
Giulio Gaudini, Gustavo Marzi, Aldo Masciotta, Aldo Montano,
Vincenzo Pinton, Athos Tanzini (Scherma - sciabola a squadre).
Bronzo: Luigi Beccali (tletica - 1.500 metri) Giorgio
Oberweger (Atletica - disco) Silvano Abba (Pentathlon moderno
- equitazione, scherma, nuoto, tiro, corsa) Giorgio Bocchino
(Scherma - fioretto individuale Giancarlo Cornaggia-Medici
(Scherma - spada individuale).
|