Senza dubbio, i giochi di Pechino 2008,
sono state le olimpiadi delle donne. Più preparate,
mentalmente più determinate, hanno tenuto alto l'onore
del nostro paese. Con una fantastica prova
Federica
Pellegrini ha vinto l’oro olimpico nei 200 metri stile
libero: l’Azzurra ha fermato i cronometri sull’1'54"82 stabilendo
il nuovo record del mondo. La ventenne veneziana di Mirano,
in finale, ha migliorato di sei decimi il primato da lei
stessa stabilito in 1'55"42 nelle batterie di lunedì, vincendo
così un serrato testa a testa con la slovena Sara Isakovic.
Il bronzo è andato alla cinese Jiaying Pang, terza in 1'55"05
davanti alla statunitense Katie Hoff, quarta in 1'55"78.
Pang e Hoff hanno ritoccato i rispettivi record continentali.
La nuotatrice azzurra vanta ora due medaglie alle Olimpiadi:
il primo podio arrivò ad Atene 2004 con l'argento ottenuto
proprio nei 200 stile libero. In carriera la Pellegrini
fino ad oggi aveva vinto un solo oro in vasca lunga, nei
400 metri stile libero agli Europei disputati quest'anno
a Eindhoven, in Olanda.
Alessia
Filippi, invece, ha vinto l'argento negli 800 metri
stile libero chiudendo la sua prestazione in 8'20"23 record
italiano, il precedente di 8'20"70 lo aveva stabilito la
stessa azzurra lo scorso giugno a Roma, arrendendosi di
fatto solo all'immensa britannica Rebecca Adlington che
ha vinto l'oro in 8'14"10, stabilendo il nuovo record mondiale.
Il precedente limite, 8'16"22, apparteneva alla statunitense
Janet Evans che l'aveva stabilito a Tokyo il 20 agosto 1989,
uno dei più vecchi record della storia del nuoto. Bronzo
alla danese Lotte Friis in 8'23"03. Bella, anzi bellissima,
la vittoria di
Valentina
Vezzali nel fioretto individuale. La finale è stata
caratterizzata da una grande tensione: già in semifinale,
infatti, la sudcoreana era stata favorita da alcune decisioni
arbitrali che Giovanna Trillini aveva apertamente criticato.
La Vezzali, partita molto forte, vola sul 3-0 ma subisce
il recupero e il pareggio della mancina sudcoreana. Sotto
4-5 a meno di un minuto dalla conclusione dell'assalto,
la marchigiana ha pareggiato e infilato la stoccata decisiva
negli ultimi secondi. Il palmares olimpico di
Valentina Vezzali si arricchisce così di un oro individuale
e un bronzo a squadre, dopo Sydney 2000 e Atene 2004, oltre
ai 2 ori a squadre di Atlanta 1996 e Sydney 2000. Emozionante,
poi, l'oro di
Giulia
Quintavalle, livornese di 25 anni, una ragazza timidissima
con una bella faccia da Tv. "Sono carina? Ma non mi vedrete
mai in un reality", dice Giulia, primo oro al femminile
nel judo azzurro. "Perché? Sono troppo timida". Timidezza
che appare chiara: si agita durante l'incontro con i giornalisti
e rivela che le conferenze stampa per lei "sono una sofferenza".
Antidiva, schiva, sensibile: "Non faccio mai trasparire
le emozioni. Piangere? Non mi piace farmi vedere con le
lacrime agli occhi". Da oggi un po' di timidezza comunque
le passerà: un oro olimpico cambia la vita. Dà sicurezza,
soprattutto agonistica.
E insegna a stare anche sotto
i riflettori. Entra direttamente nella leggenda la bellissima
e granitica
Chiara
Cainero. La trentenne friulana ha vinto nella specialità
skeet, il primo oro rosa nella storia del tiro a volo alle
Olimpiadi: una vittoria che ha un gusto ovviamente molto
dolce, ma che è stato reso ancora più gustoso dalle difficoltà
che ne hanno caratterizzato il percorso, in una finale disputata
sotto un vero e proprio acquazzone e decisa solo al barrage.
Bellissima performance di
Alessandra
Sensini che ha vinto l'ultima regata con una prova davvero
convincente, che però non è stata sufficiente per guadagnare
il gradino più alto del podio in quanto la cinese Yin, già
prima in classifica, si è piazzata al terzo posto, anche
grazie a una penalità inflitta dalla giuria alla spagnola
Marina Alabau che la precedeva nella regata. La medaglia
di bronzo è andata alla britannica Bryony Shawn, seconda
nella regata e terza nella classifica generale. Quello di
Alessandra Sensini è comunque un ottimo risultato, che fa
seguito alla medaglia d'oro conquistata dall'azzurra ai
giochi olimpici di Sydney 2000 e alle medaglie di bronzo
vinte ad Atlanta nel 1996 e ad Atene nel 2004. Bel bronzo
nella marcia femminile con l'italiana
Elisa
Rigaudo che si piazza al terzo posto nella 20km. Da
brividi la bellissima e meritatissima medaglia d'argento
dell'inossidabile
Josefa
Idem nella canoa K1 500 alla sua settima partecipazione
ai giochi (con i suoi 43 anni), bissando così la
medaglia di Atene 2004. Per pochi millesimi perde l'oro
andato all'ucraina Osypenko. Un nuovo passo nella storia
per la nativa di Goch, in Germania, e poi trasferitasi in
Italia nel 1990 per portare in dote un numero incredibile
di medaglie alla nostra canoa. Per l’azzurra si tratta della
quinta affermazione olimpica della carriera (1 oro, 2 argenti
e 2 bronzi), che non è terminata qua a Pechino. Infatti,
dalle parole del marito e dei figli, traspare la voglia
di andare avanti, ancora qualche anno. Londra 2012? Per
ora la meta è lontana e difficilmente ipotizzabile,
ma nulla è vietato per la nostra grandissima campionessa.
Amarezza, proteste e lacrime per il risultato (quarto posto)
delle ragazze della ritmica (Elisa Blanchi, Fabrizia D’Ottavio,
Marinella Falca, Daniela Masseroni, Elisa Santoni e Anzhelika
Savrayuk), in una gara vinta dalle russe, seguite dalle
cinesi e dalle bielorusse. Dopo il primo esercizio alle
funi, in cui l’Italia aveva totalizzato 17 punti, lo staff
azzurro aveva fatto ricorso giudicando eccessivamente penalizzante
lo score, ma i giudici dopo aver rivisto il filmato hanno
confermato il punteggio. Fortunatamente non sono mancati
del tutto gli uomini: il bronzo ha coronato una regata molto
combattuta caratterizzata da vento debole e instabile condotta
con maestria da
Diego
Romero. Lui è partito per la Medal race in quinta posizione
a tre punti dal podio, la lotta per l’oro era ristretta
all’inglese Goodison e lo svedese Myrgreen, che però era
staccato dal leader britannico di ben 18 punti. Significava
che per perdere l’oro doveva arrivare ultimo, con la vittoria
svedese. L'inglese ha aggredito Myrgreen, trattenendolo
dalla linea di partenza, di fatto escludendolo non solo
dalla lotta per il primato, ma anche per le altre medaglie.
Uno splendido Paolo Bossino, nelle batterie dei 200 metri
rana, ha stabilito in un colpo solo record italiano, record
europeo e record olimpico, con il tempo di 2'08"98. Ma la
sua gioia è durata pochi minuti: nella batteria successiva
è toccato al diciannovenne ungherese Daniel Gyurta impossessarsi
del record olimpico e di quello europeo con il tempo di
2'08"68. Ma subito dietro di lui un Loris Facci che con
un 2'09"12 che fino ad ieri sarebbe stato record europeo.
Di pari livello la prestazione della staffetta italiana
4X200 sl, che ha migliorato record italiano ed olimpico
portandolo a 7'07"84, con una prima frazione debole di Cassio,
a cui è seguito il recupero di Belotti, Brambilla e la parte
finale con Rosolino che voleva riscattarsi dopo la pessima
prova nell'individuale.
Francesco
D'Aniello ha vinto la medaglia d'argento del tiro a
volo, double trap. D'Aniello ha vinto l'argento con 187
punti. L'oro è andato all'americano Walton Eller (190),
il bronzo al cinese Binyuan Hu (184). Dopo aver vinto l'argento,
Francesco D'Aniello si è inginocchiato a terra, ha alzato
le braccia al cielo e poi è crollato in un lungo pianto
di emozione. Una medaglia d'argento olimpica dedicata al
figlio. "Gli porterò una ruspa in regalo - ha detto il tiratore
azzurro subito dopo aver conquistato la seconda piazza -
lui è fissato con le ruspe". "Un'emozione grandissima, sono
sbalordito - ha confessato D'Aniello - saluto tutti gli
amici, sono felice per la squadra e per il coach". Un applauso
a
Matteo
Tagliariol che ha
vinto in scioltezza la medaglia d’oro maschile nella
spada. Il venticinquenne di Treviso ha sconfitto in finale
il francese Fabrice Jeannet per 15-9. Tagliariol regala
all’Italia il primo oro dei Giochi infondendo fiducia e
determinazione a tutta la comitiva italiana. Delusione invece
per Aldo Montano, campione olimpico di sciabola. Lo schermidore
azzurro, oro ad Atene, è stato eliminato negli ottavi dallo
spagnolo Jorge Pina. Montano è stata sconfitto da Pina con
il punteggio di 15-14, fortunatamente si è rifatto
andando ad acciuffare un bronzo davvero di prestigio con
la squadra. Dopo vent'anni la lotta greco-romana regala
un'altra medaglia d'oro alla comitiva azzurra. L'atleta
è
Andrea
Minguzzi che nella categoria 84 chilogrammi, battendo
in finale l'ungherese Zoltan Fodor, ha riportato l'Italia
sul tetto del Mondo di questa disciplina. Minguzzi entra
così nella storia della lotta greco-romana salendo sul podio
dopo Enrico Porro (1908), Giovanni Gozzi (1932), Pietro
Lombardi (1948) e
Vincenzo
Maenza (1984 e 1988). Davvero stratosferica la medaglia
d'oro vinta da
Alex
Schwazer nella 50 km di marcia in 3h 37'09''(nuovo record
olimpico). Dietro all'altoatesino si sono piazzati l'australiano
Jared Tallent (3h39'27''), e il russo Denis Nizhegorodov
(3h40'14''). Degli altri due azzurri in gara soltanto Marco
De Luca è riuscito a concludere la prova piazzandosi
al 19/o posto. Diego Cafagna è stato invece squalificato
durante il percorso. Sofferto e inaspettato l'argento di
Mauro Sermiento nel taekwondo, sconfitto in finale dall'iraniano
Saei (prima medaglia olimpica per l'Italia in questa disciplina)
mentre, grazie a una splendida rimonta, il duo Andrea Facchin
e Antonio Scaduto, hanno conquistato il bronzo nel K2 1000
metri di canoa. Si sperava fossero d’oro la medaglia di
Clemente
Russo nella boxe invece, anche se favorito, si è fermato
all’argento. Russo, giovane promessa e affamato di vittorie,
scende dal ring amareggiato e deluso. La spavalderia della
vigilia non lo ha pagato. L’ultima giornata dei Giochi era
cominciata male per l’Italia. Delusione dopo delusione:
maratona, volley maschile, ginnastica ritmica, tutti fuori!
Ma a far dimenticare le amarezze della mattinata ci ha pensato
Roberto
Cammarelle, il gigante buono del pugilato azzurro che
ha strappato l’oro proprio alla Cina mandando al tappeto
il suo avversario. Il bottino dell'Italia è stato
abbastanza buono ma inferiore alle aspettative, nonostante
questo grazie di cuore a tutta la comitiva azzurra che ci
ha fatto vivere momenti davvero indimenticabili.