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La prima Olimpiade dell'era moderna
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Il 6 Aprile 1896 si celebrarono ad Atene i "Giochi
della I° Olimpiade dell Era Moderna". Organizzare
i giochi non fu certo unimpresa facile, ma venne resa
possibile solo dallimpegno e dalla perseveranza di un
giovane barone francese Pierre
Fredi de Coubertin grande appassionato di sport. Coubertin
nacque a Parigi il 1° Gennaio 1863 da una famiglia della media
nobiltà francese. La madre era una fervente cattolica e sognava
per il figlio una carriera ecclesiastica. Mentre il padre,
uomo probo che coltivava la passione per la pittura, voleva
per lui una divisa militare o la professione legale. Dopo
la soppressione dei giochi olimpici nel 393 d.C. da parte
dellimperatore Teodosio, su esplicita richiesta del
vescovo di Milano, in molti cercarono di organizzare una nuova
edizione ma i diversi tentativi del 1859 e poi del 1870 e
del 1875 erano stati fallimentari soprattutto per la mancanza
di strutture adeguate che relegarono i giochi a una gara rionale.
A differenza dei suoi predecessori, però, de Coubertin
non si arrese facilmente e spese gran parte del suo patrimonio
in viaggi in tutto il mondo, compresa lAmerica, per
ottenere consensi al suo progetto. Riuscì così nel 1892 ad
assicurarsi lappoggio dellUnione francese per
gli sport atletici e successivamente lapprovazione della
I° Olimpiade dellera moderna da parte del Congresso
internazionale di Parigi del 1894. Non restava che stabilire
la data e il luogo in cui si sarebbero tenuti i nuovi giochi
olimpici: de Coubertin li avrebbe voluti proprio a Parigi,
ma la scelta cadde su Atene.
In seguito ad alcuni viaggi in Inghilterra, ebbe l'ispirazione
per elaborare i principi dello sport moderno che secondo lui
dovevano essere prima di tutto strumenti di crescita fisica
e morale dei giovani. Principi che il barone francese vedeva
esaltati in quello che definiva atletismo, e che si può identificare
nello sport di matrice anglosassone che educa al sacrificio,
alla disciplina e alla responsabilità, senza togliere nulla
all'autonomia e alle capacità decisionali del singolo. In
ciò l'atletismo si differenziava dalla ginnastica tedesca
che, per l'inventore delle Olimpiadi, rappresentava invece
uno strumento del nazionalismo e del militarismo. Proprio
alla luce di queste considerazioni, deve essere stata per
de Coubertin un'amara beffa dover assistere all'undicesima
edizione dei Giochi Olimpici, quella organizzata con spirito
nazionalista, militarista e razzista dal regime nazista, a
Berlino, nel '36. Pierre Fredi de Coubertin muore a Losanna
il 2 Settembre 1937. Il barone francese chiese che il suo
cuore fosse seppellito a Olimpia. Così fu stato fatto. La
prima Olimpiade, e alcune delle successive, si svolse secondo
regole assolutamente diverse da quelle esistenti al giorno
d'oggi. Innanzitutto erano ammessi solo i dilettanti, per
cui parteciparono soprattutto studenti, marinai, impiegati
e persone che praticavano lo sport come hobby. Per questo
motivo alcune figure restano nella leggenda e di loro non
si ha traccia nei successivi giochi. Gli atleti iscritti all'edizione
inaugurale delle Olimpiadi furono 249, di cui ben 168 greci
ed altri 81 atleti in rappresentanza di 13 paesi, secondo
la suddivisione politica dell'epoca (ma 17 secondo quella
attuale), che gareggiarono in 43 competizioni suddivise in
nove discipline sportive: atletica leggera, ciclismo, ginnastica,
lotta, nuoto, scherma, sollevamento pesi, tennis e tiro. In
realtà erano state programmate anche gare di canottaggio e
vela ma non vennero svolte a causa del cattivo tempo. Per
quanto ben organizzate e sorrette da una buona campagna di
stampa, le rappresentative degli stati stranieri erano ben
lungi dall'essere una selezione dei migliori atleti di ogni
paese, in quanto vigeva il principio decoubertiano del dilettantismo.
La maggior parte degli atleti pagò di tasca propria il viaggio
e in alcuni casi parteciparono alle gare anche dei turisti
che in quel momento stavano visitando la Grecia e che si iscrissero
ai giochi spinti solamente dall'entusiasmo. Le donne non potevano
partecipare in quanto de Coubertin voleva rispettare la tradizione
classica, tuttavia ci fu una competitrice non ufficiale alla
maratona, una donna greca di umili origini conosciuta come
Melpomene. Il nome reale era Stamati Revithi. Non le fu consentito
di correre nella gara maschile, ma corse da sola il giorno
successivo, tuttavia il giro finale fu completato all'esterno
dello stadio in quanto le fu rifiutato di entrare all'interno.
Nonostante questo gesto, non viene ricordata nei medaglieri
ufficiali. Agli atleti non vennero distribuiti premi e solo
i primi due classificati ricevettero un riconoscimento: una
medaglia d'argento e una corona d'ulivo per il vincitore,
una medaglia di bronzo e una corona d'alloro per il secondo
classificato. Il primo campione della storia delle Olimpiadi
moderne fu James Connolly per gli Stati Uniti, che vinse il
salto triplo. Il francese Paul Masson vinse tre delle sei
gare ciclistiche in programma e l'ungherese Alfred Hajos due
delle quattro di nuoto. Gli atleti americani dominarono i
tornei vincendone nove su dodici. Tra le competizioni venne
inserita per la prima volta ufficialmente la maratona, vinta
dallo sconosciuto pastore Spiridon
Louis, che in Grecia divenne un vero e proprio eroe nazionale.
La manifestazione sportiva si concluse il 15 Aprile. Anche
se le gare, nel complesso, non furono di alto profilo tecnico
i giochi Olimpici del
1896 vengono ricordati come un successo organizzativo,
soprattutto per merito dell'entusiasmo espresso dagli spettatori
greci. Al ricevimento di chiusura re Giorgio I di Grecia suggerì
che le Olimpiadi si svolgessero sempre ad Atene ma Pierre
de Coubertin e il CIO rimasero sull'idea originale di assegnare
i giochi ad una città sempre diversa. I
Giochi dell'edizione del 1900 si sarebbero tenuti a Parigi,
mentre quelli del 1904
erano già assegnati agli Stati Uniti, in una sede da definire.
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